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Ddl antisemitismo: Segre omette o dimentica il testo

Ddl antisemitismo: Segre omette o dimentica il testo

In vista del voto alla Camera sul disegno di legge contro l’antisemitismo la Senatrice Liliana Segre ha chiesto ai Deputati di votare all’unanimità il testo, anche con la possibilità di apportare delle modifiche. Nel suo discorso l’omissione o la dimenticanza di quello riportato proprio dal testo presentato in aula e in quello dell’International Holocaust Remembrance Alliance a cui il disegno di legge fa esplicito riferimento.

di Eugenio Fofi

«Resto incredula di fronte alle divisioni che si stanno manifestando sul ddl contro l’antisemitismo. Ci sono temi sui quali un Paese civile dovrebbe ritrovarsi unito». Così l’appello di Liliana Segre sul decreto legge. «Tutte le principali forze politiche condividono tre convincimenti: che siamo davanti a un’ondata di antisemitismo, che questo fenomeno debba essere combattuto, che le nuove disposizioni per il contrasto all’antisemitismo debbano salvaguardare il diritto di critica politica al governo di Israele». Questo è il primo punto critico del discorso della Senatrice. Il testo del decreto prevede la piena adozione della definizione di antisemitismo scritta il 26 maggio 2016 dall’International Holocaust Remembrance Alliance, che, oltre a ricordare caratteristiche razziste condivisibili come incitare, giustificare o sostenere l’uccisione degli ebrei in quanto tali, ha aggiunto anche interpretazioni “nuove” e soprattutto contradditorie, come: “Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo” oppure “Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti”, infine “Considerare gli ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello Stato di Israele”.

La Senatrice ha continuato: «Io stessa ho spesso criticato aspramente le posizioni e le scelte degli attuali governanti israeliani, arrivando a esprimere un sentimento di repulsione. Il testo del ddl all’esame della Camera non presenta da questo punto di vista reali criticità. Grazie al buon lavoro svolto in Senato, sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale, sia i divieti che comparivano in alcuni dei testi iniziali». «Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica. Tuttavia le critiche verso Israele simi a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite». E conclude: «Se per giungere a quella convergenza trasversale fosse necessario ribadire nel testo il medesimo principio, sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica».

Se da un lato è vero che al testo sono state rimosse le modifiche al codice penale, facendo rimanere così solo la censura. Dall’altro il ddl aggiunge e non modifica la definizione di antisemitismo scritta dall’IHRA: “sulla lotta contro l’antisemitismo, è adottata la definizione operativa di ‘antisemitismo’ approvata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (IHRA). Ai sensi della definizione operativa, per ‘antisemitismo’ si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette singolarmente o congiuntamente, verso le persone ebree o non ebree, i lori beni, le istituzioni delle comunità ebraiche e i luoghi di culto ebraici”.

M5S, AVS e parte del PD ritengono che sia necessaria una definizione più precisa di antisemitismo e che questa non possa descrivere anche le critiche a Israele. I partiti dell’opposizione sono così aperti a ulteriori modifiche, mentre per la maggioranza invece non sono necessarie nuove modifiche. Il voto è atteso il 2 ottobre 2026 alla Camera dei Deputati davanti alla quale ci sarà un sit-in in segno di protesta formale contro l’ennesima legge bavaglio del governo Meloni.

Pubblicato il: 29/09/2026 da Eugenio Fofi