Caro affitti: emergenza per chi vuole studiare
Il costo degli affitti per gli studenti è diventato insostenibile. I canoni sono aumentati in modo sostanziale, e sempre più giovani sono costretti a rinunciare agli studi per motivi economici. Le istituzioni, di fronte a questa situazione, non sembrano – di fatto – intervenire. Anche per questo, alcuni dei quartieri storicamente più frequentati dagli studenti si sono progressivamente svuotati.
di Fabrizio Bianchi
Il quartiere di San Lorenzo, per chi studia a Roma, è quasi ormai solo un ricordo. Lo stesso vale per Pigneto, Castro Pretorio, Policlinico e Piazza Bologna — quadranti della Capitale storicamente abitati da studenti universitari — e altri quartieri ancora, prossimi alle più importanti facoltà universitarie.
Prima di affrontare un test d’ingresso, a Roma, è necessario considerare il costo dell’alloggio. Un affitto mensile superiore agli ottocento euroè ormai la norma, e può facilmente superare questa soglia.
Tra spese accademiche, tasse e costo della vita, molti studenti sono costretti a rinunciare a studiare, o a proseguire gli studi.
Christian Raimo, scrittore e docente, ha recentemente documentato sulla sua pagina Instagram i prezzi elevati degli affitti, non nel centro di Roma ma in zone storicamente a forte presenza studentesca.
Nei post, Raimo — analizzando le principali piattaforme di affitto — segnala un rapporto sproporzionato tra prezzo e metratura degli immobili. Nei casi documentati, i canoni vanno da un minimo di 900 € a un massimo di 1.270 €.
Il problema riguarda anche i contenuti del contratto. Oltre alla caparra, spesso onerosa, è necessario verificare quali costi siano compresi nel canone e quali restino a carico dell’inquilino. Si tratta di dettagli che incidono in modo concreto sul costo complessivo della locazione.
Per gli affitti destinati agli studenti, la formula più diffusa è il contratto a durata variabile, generalmente tra sei e trentasei mesi. Esistono anche contratti più brevi, dai tre ai sei mesi, che in genere costano di più. Durata contrattuale e spese aggiuntive incidono in modo significativo sul costo finale.
Alcuni dati sulla città di Roma
Gli studenti fuori sede a Roma sono stimati in circa 70.000. Non esiste un dato certo su quanti abbiano un contratto regolare e quanti vivano senza contratto.
Già nel 2013 la situazione era critica: una stanza costava tra 350 e 500 € al mese, un posto letto tra 200 e 300 €, spese escluse. Il mercato era caratterizzato da un’alta quota di contratti non registrati o parzialmente registrati, con studenti privi di tutele legali e di garanzie sulla manutenzione degli immobili. La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate intervennero per contrastare questa irregolarità diffusa.
Nel 2023, l’indagine “Senza casa, senza futuro” ha rilevato che, a Roma, il 5,5% di studenti viveva senza contratto d’affitto.
Una parte abbastanza residuale dei 70.000 studenti fuori sede trova posto nelle strutture pubbliche: DiSCo Lazio, l’ente regionale per il diritto allo studio, mette a disposizione a Roma circa 3.100 posti letto per gli studenti vincitori del bando.
Per la maggioranza, la soluzione abitativa resta il mercato privato: stanza o appartamento condiviso.
I dati indicano un costo medio in crescita del 7% annuo per un contratto regolare. Volendo quantificare facendo un esempio, 615 € per una stanza singola lontana dall’ateneo. A giugno 2026, gli annunci disponibili riportavano una media di circa 680 €/mese per una stanza singola, 1.300–1.350 € per un monolocale, circa 1.900 € per un appartamento intero.
Le zone più richieste dagli studenti sono, a Roma: San Lorenzo, Piazza Bologna, Castro Pretorio, Garbatella, Marconi, Trieste, Salario e Nomentano.
Tra il 2020 e il 2026, l’aumento degli affitti a Roma è netto: sempre parlando di valori medi, da circa 435 € a 609 €, pari a +174 €/mese, ovvero +40%. Il dato è confermato da Immobiliare.it per il periodo marzo 2020 – marzo 2026.