L’Iniziativa dei Cittadini Europei per sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele raggiunge un milione di firme
La petizione promossa dalla European Left Alliance (ELA) ha battuto tutti i record, mostrando come mesi e mesi di mobilitazione hanno radicato un forte sentimento antisionista, contro il genocidio e l’apartheid israeliana nella popolazione del Vecchio Continente. Ma la strada per sospendere l’Accordo UE-Israele è ancora lunga.
di Giacomo Simoncelli
Il messaggio dei cittadini europei a Bruxelles è arrivato forte, chiaro e, soprattutto, rapidissimo. L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI) “Justice for Palestine” ha raggiunto la soglia legale del milione di firme in soli tre mesi, stabilendo un primato assoluto nella storia di questo strumento di democrazia diretta.
Lanciata il 13 gennaio scorso, la petizione ha bruciato le tappe, superando il quorum minimo in ben dieci Stati membri (tre oltre il limite richiesto di sette). Un successo che riflette un’ondata di mobilitazione senza precedenti, con l’Europa mediterranea – Francia e Italia in testa, ma anche la Spagna – a fare da traino, affiancata da un fronte ampio che include Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.
Il nodo della questione: l’Accordo di Associazione
L’obiettivo dei promotori, l’Alleanza della Sinistra Europea (ELA), è colpire quello che considerano il “cordone ombelicale” politico ed economico tra l’Unione e Tel Aviv: l’Accordo di Associazione UE-Israele, firmato nel lontano 1995. Questo trattato non è solo un documento diplomatico, ma la base giuridica che rende la UE il primo partner commerciale di Israele, con un volume di scambi che ha raggiunto i 42,6 miliardi di euro nel 2024.
Secondo Catarina Martins (co-presidente di ELA), il mantenimento di questo accordo garantisce a Israele non solo una legittimazione politica, ma di poter prosperare economicamente su quella economia del genocidio, già denunciata in passato dalla Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Sulla stessa linea, Manon Aubry (La France Insoumise) ha sottolineato come la velocità della raccolta firme dimostri il rifiuto della popolazione europea di “restare in silenzio, indifferenti e complici del genocidio in Palestina”.
La sospensione dell’accordo è ancora lontana…
Nonostante il milione di firme obblighi formalmente la Commissione Europea a esaminare il caso e fornire una risposta ufficiale, la strada verso la sospensione dell’accordo è ancora molto lunga. Qualsiasi rottura del trattato dovrebbe comunque essere approvata dal Consiglio UE. Per questo i promotori dell’iniziativa punta ad arrivare al traguardo di 1,5 milioni di firme.
L’obiettivo è duplice: blindare la validità della richiesta e alzare la temperatura politica a Bruxelles, costringendo i singoli governi a prendere una posizione netta davanti ai propri cittadini. La mobilitazione, dunque, non si ferma. Se il milione di firme è un traguardo storico, esso rappresenta solo il punto di partenza per una nuova fase di pressione diplomatica e di piazza in tutto il continente.
…intanto però c’è stata la sospensione del memorandum Italia-Israele
Nel frattempo, ha fatto saltare i nervi ai sionisti nostrani la sospensione del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele. Giovanni Donzelli, deputato di punta di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che il Memorandum è stato sospeso “solo dopo gli spari sui soldati italiani” della missione UNIFIL delle Nazioni Unite. Ma è evidente come le mobilitazioni è la diffusa denuncia dei crimini israeliani abbiano avuto un significativo impatto per un governo che ha subito, appena un mese fa, la pesante batosta della sconfitta referendaria.
È utile, tra l’altro, riportare le opinioni espresse dai Giuristi e Avvocati per la Palestina sulla questione. Il gruppo, infatti, sottolinea che “contro ogni tentativo di ridimensionarne gli effetti va ribadito che la sospensione ha effetti immediati e non fra cinque anni come interpretazioni farlocche e chiaramente manipolatrici vorrebbero far credere”. I sostenitori a tutti i costi dello stato genocida di Israele vogliono relegare a fatto secondario quella che è invece un tentennamento significativo di fronte alla solidarietà con il popolo palestinese.
Pubblicato il: 18/04/2026 da Giacomo Simoncelli