Intervista – Riscoprire i luoghi abbandonati: Maritza ci parla di “Luoghi Dismessi Project”

di Valentino De Luca

All’inizio dell’anno, come ormai mia consuetudine, sono andato in giro per i banchi dello Stickers Festival a Roma per vedere le novità e racimolare quelli più simpatici quando mi sono imbattuto in un angolo dove, al posto di figurine e stickers, c’erano foto.
Foto appese dappertutto.
Ma la cosa particolare è il soggetto di queste foto: ovvero dei posti di Roma e non solo, insoliti ed abbandonati.

Fabbriche dismesse, architetture di arditi progetti incompiuti, pezzi di città che sono stati o promettevano di diventare “altro” e giacciono come muti testimoni di un passato che fu o un futuro wannabe.

 

Al centro dello spazio, Maritza: fotografa ed appassionata di luoghi urbani che ha deciso di documentare attraverso la lente dell’apparecchio fotografico  realtà in evidente stato di abbandono sulle quali una volta lo Stato aveva deciso di puntare ma, al mutare del vento economico o per ruberie varie, sono stati dimenticati e giacciono in solitudine.

Ed è un peccato.
Già, perchè quegli stessi posti potrebbero essere una risorsa per le nostre Città, se riconvertiti alla pubblica utilità.
Quante biblioteche, musei, spazi espositivi, luoghi aggregativi o di musica, spazi sportivi o culturali potrebbero diventare quegli stessi luoghi catturati dall’occhio di Maritza?

Ecco dunque che “Luoghi dismessi project” (questo il nome del progetto dietro alle varie peripezie fotografiche in giro per la Capitale) diviene non solo una godibilissima galleria estetica (visibile QUI), ama anche un vigoroso appello alle Istituzioni affinchè si sveglino dal torpore e dall’ignavia e restituiscano alla Collettività quei pezzi di Città che, in un tempo più o meno lontano, si sono presi, hanno sfruttato e poi abbandonato senza alcun pudore.

Di seguito, l’intervista con Maritza su Roma, il Mondo e i luoghi dismessi come categoria dell’anima

 


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