“Teoria della classe disagiata” – intervista con Raffaele Alberto Ventura

C’è un’intera generazione tra i nati negli anni ’70-’80 la quale, appena venuta al mondo, è stata messa in fila per accedere al grande supermercato della vita, ma, una volta arrivato il proprio turno, non solo ha trovato le porte sigillate, ma ha visto proprio lo smantellamento del negozio.

Vi è una classe dai genitori tutto sommato benestanti ed iper tutelati cresciuta nella sciocca convinzione che la via era tracciata, il mercato sempre in espansione, le sorti magnifiche e progressive.

Così non è stato e da questa amara consapevolezza, da questo brusco risveglio dal sonno per vivere l’incubo quotidiano dell’incertezza è nata la classe sociale senza tempo: cacciata a calci dagli agi del passato, triturata dai continui cambiamenti del futuro.

Raffaele Alberto Ventura, con il libro “Teoria della classe disagiata” edito da Minimum Fax, ci parla della classe «troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle».
Analizzando in maniera lucida chi sono questi nuovi esclusi, l’autore del blog Eschaton, ci fa da guida per conoscere i nuovi 20-30-40enni, spiegando in questa bella intervista i loro sogni, i loro bisogni, ma soprattutto il loro disagio.