RECENSIONE LA BATTAGLIA NAVALE

Il libro che voglio suggerire oggi è “La battaglia navale” di Marco Malvaldi. E’ un libricino edito da Sellerio di facile lettura, divertente, adatto a questi tempi cupi ulteriormente depressi da questa società condita di odio, al limite della guerra civile.
La battaglia navale è l’ultimo uscito, in ordine tempo, di una serie (ne sono stati pubblicati altri quattro) che tratta dei delitti che vengono commessi a Pineta, un paesino balneare nei pressi di Pisa. L’ambientazione del “ giallo” non deve trarre in inganno, seppure gli ingredienti ci sono tutti: il cadavere, il commissario, l’assassino, il mistero; perché il delitto è solo il pretesto per scatenare i veri protagonisti della storia che sono in primis “i vecchietti”, in secundo “il barrista”, poi la fauna umana che gira intorno al “Bar Lume” di cui è messo in risalto la toscanità ironica, irriverente e fuori dagli schemi.
I vecchietti , tre pensionati ed uno ancora in attività, occupano un tavolo sotto un albero nel cortile del bar, per l’intera giornata, giocando a carte, commentando i fatti riportati sul quotidiano locale, spettegolando e, quando la fortuna concede loro un delitto da risolvere assumendo l’impegno di risolverlo, a loro modo, scatenando le ire –a volte la repressione del commissario- e i litigi con il barrista, cui viene attribuita la responsabilità del comportamento degli stessi.
Il personaggio principale è Massimo, proprietario del Bar Lume, laureato in matematica e coadiutore –non ufficiale- della Commissaria, che con le sue intuizioni, risolve il caso.
Non mancano le storie amorose, spesso sfigate, a volte con buon esito, ma mai definitive di Massimo.
Il caso di questo libro tratta del ritrovamento sulla spiaggia di una ragazza ucraina, che lavorava come badante presso la madre di un piccolo malavitoso del posto. Naturalmente si scatena l’investigazione privata dei vecchietti, interessando la comunità delle persona giunte dall’est europeo e delle loro consuetudini. Le indagini coinvolgono le personalità alto locate di Pineto e dei loro rampolli.
Ma la vicenda la leggerete, fra vere risate, da voi.
ZIO UMBERTO