L’ultima donna
Visti in prima visione, la rubrica curata dal nostro esperto cinefilo Marcello Gerardi, si occupa di L’ultima donna di Marco Ferreri





Un ingegnere, Giovanni (Gerard Depardieu), che vive col figlio nella periferia di Parigi, dopo l’abbandono della moglie si ritrova allontanato per ristrutturazione dalla fabbrica in cui lavora. Avvicina una giovane e bella maestrina, Valeria (Ornella Muti), con la quale tenta di ricostituire un nucleo familiare. Dopo l’iniziale attrazione sessuale, ben presto il rapporto claustrofobico si incrina e la donna, che costruisce un buon rapporto con il bambino, comincia ad accusarlo di patriarcato e fallocentrismo. L’uomo, incline alla violenza, entra in una profonda crisi depressiva, che sfocerà in un terribile atto di automutilazione.
Un film estremo, controverso, illuminato dalla livida luce scenografica di Luciano Tovoli, in cui Ferreri, ingiustamente accusato di misoginia, porta avanti il suo discorso sulla maggiore autonomia e complessiva superiorità della donna, già espresso ne La Donna Scimmia, e che verrà poi ripreso ne Il futuro è donna.
Tra femminismo e contraddizione maschile, uno dei film più “politici” di Ferreri, fortemente figlio del suo tempo.

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LA BOTTEGA DEL FORNO con Fabrizio Forno
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