L’impero dei sensi
Visti in prima visione, la rubrica curata dal nostro esperto cinefilo Marcello Gerardi, si occupa de L’impero dei sensi di Nagisa Ōshima.





Tokyo, 1936, la passione erotica sfrenata che unisce Abe Sada, cameriera ed ex prostituta a Kishizo, proprietario di un albergo equivoco, porta i due protagonisti alle estreme conseguenze, la morte dell’uomo, da lui stesso invocata, e la rescissione del pene da parte della donna, come simbolo di possesso.
Ispiratosi ad un fatto di cronaca avvenuto a Tokyo nel 1936, Ōshima realizza un film perturbante e controverso, impregnato delle idee dello scrittore francese George Bataille e caratterizzato da un sadomasochismo tipicamente giapponese, in cui Eros e Thanatos risultano fortemente intrecciati. Il film è sostanzialmente la rappresentazione di una patologia sessuale sublimata in una sorta di rito ascetico: i rapporti carnali sono rappresentati con rigore quasi documentaristico, e gli interni sono ispirati ai pittori erotici del Settecento giapponese, come Utamaro o Hiroshige. Mutilato severamente in Italia, il film fu travisato e non compreso; ora restaurato in dvd è visibile nella sua interezza.

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