La casa dalle finestre che ridono
Visti in prima visione, la rubrica curata dal nostro esperto cinefilo Marcello Gerardi, si occupa de l La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati





Agli inizi degli anni sessanta nella zona di Comacchio arriva un giovane restauratore, Stefano (Lino Capolicchio) con lo scopo di ripristinare un macabro affresco sulla morte di San Sebastiano, sito in una chiesa di campagna, dipinto da un pittore folle, morto suicida vent’anni prima. Presto si trova coinvolto in una malsana atmosfera, in cui tutti gli abitanti della cittadina sembrano avere qualcosa da nascondere. Trova alloggio presso una villa diroccata, abitata da una inquietante signora paralitica, intreccia una relazione con una maestrina, Francesca (Francesca Marciano), mentre le persone che in qualche modo hanno avuto contatti con lui, muoiono misteriosamente. Nonostante il suo impegno per districarsi in un mistero oscuro ed incomprensibile, andrà verosimilmente incontro ad un tragico destino. Un’opera magistrale, realizzata con pochi mezzi, che ribalta gli stilemi del gotico tradizionale: non solo l’oscurità è foriera di angoscia e di morte, ma anche il sole splendente della pianura padana. Infatti, dopo questo film, Pupi Avati, che si disse ispirato dalle leggende contadine emiliane, verrà considerato il creatore della tipologia filmica del “gotico padano”.

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