Live Report COSMO @ Altlantico Live 6 4 2018

Cosmotronic è un disco ma è anche un tour che sta spopolando

SOLD OUT OVUNQUE

siamo andati a vedere perché …

Ricordo Marco Jacopo Bianchi in concerto in un piccolo locale con i DRINK TO ME qualche anno fa.

Non sembra cambiato molto. Anche se da quando si fa chiamare COSMO le cose gli girano decisamente meglio.

Cosmotronic, secondo quello che dice la voce femminile fuori campo, prima dell’inizio del set ENEA PASCAL, è un viaggio interstellare. 

C’è tanto da ballare anche prima e soprattutto dopo di Cosmo, ogni data sta ospitando dj o crew di musica elettronica locali dopo i dj di IVREATRONIC (un progetto che sta iniziando a muovere i passi proprio dalla città di cosmo e che vedrà nei prossimi giorni una prima compilation data alle stampe), per la data romana sul palco a notte fonda dopo DJ SPLENDORE, saliranno HUGO SANCHEZ DJ e ANDREA ESU dj.

I 2500 corpi di questo venerdì primaverile sono eterogenei, per età e appartenenze musicali.  La densità, com’è ovvio che  sia, non è distribuita uniformemente e Cosmo se ne accorge quando sullo stage diving finale fatica a galleggare sulla marea umana quando si allontana dal palco. E deve anche spendere 2 minuti buoni per un disclaimer anti infortuni. Insomma niente che ricordi gli stage diving più rock a cui siamo abituati. 

Sul palco sono in 3, come nel tour dell’anno scorso, oltre al campionatore arriva in postazione anche un synth modulare che permette momenti di improvvisazione oscillante, lo show è coinvolgente. Si parte da ‘Bentornato’ che vede il protagonista della serata presentarsi sulla dichiarazione di intenti di: “fare tutto in unico concerto”  i pezzi dell’ultimo disco cantati a memoria dal pubblico quasi come quelli del precedente “L’ultima festa”.

Il giorno dopo continuano a girare in testa le melodie e i ritornelli di “Tristan Zarra”, “La notte farà il resto”, “Quando ho incontrato te” e “Animali” (eseguita nel bis insieme a “Turbo”, “Sei la mia città” e la chiusura de “L’ultima festa”).

Passaggi mixati tra dischi diversi, e giochi di effetti sonori non mancano. Ci sono anche 3 cambi d’abito tutti molto psichedelici. E ci sono tante bellissime luci, un vero light show di laser, strobo e una cinquantina di teste mobili sul palco. Che sottolineano al meglio l’incalzare di questa musica elettronica.

Versi che non fanno fatica a diventare citazione e modi di dire condivisi, ma anche ottimo gusto per i campionamenti come per la melodia mediorientale su cui è stata costruita “turbo”, attitudine e militanza indie (la sua etichetta “42 records” è ormai una garanzia) approccio, collaborazioni e frequentazioni major. Tutto si contamina. Forse è arrivata l’ora di cominciare a dividere semplicemente tra cose che ci suonano belle e cose che ci suonano brutte.

Un ibrido tra Dj producer e cantante cantautore che non aveva avuto precedenti di questo livello nel nostro paese. Funziona. Diverte. Emoziona. 

Testo, foto e video di Giovanni Cerro per radiocittaperta.it