Legami improbabili ma vincenti: Buckethead e Hieronymus Bosch

Oggi voglio parlarvi del chitarrista californiano Buckethead, uno dei più tecnicamente dotati al mondo (suonava la chitarra già a 12 anni ed è stato incluso nella categoria dei cosiddetti shredder, ossia quei chitarristi heavy metal dalla notevole tecnica e velocità), nonché polistrumentista straordinario, in grado di mixare una moltitudine di generi nelle sue canzoni e di cambiare stile in ogni album.

Buckethead letteralmente significa “testa di secchio” poiché in pubblico si esibisce sempre con un secchio della Kentucky Fried Chicken come cappello. Inoltre usa sempre una maschera che ne nasconde il volto.

E’ dotato di una tecnica fenomenale, di una vena compositiva incredibile ed i suoi numerosissimi ottimi album prodotti in svariati anni di attività ne sono la prova.

Se volete farvi un’idea del suo modo di suonare, “spizzatevi” qualche suo video su youtube, come per esempio questo dal min 3:50 al 4:10.

Buckethead non è un artista conosciuto dai piu’: la maggiorparte delle persone, infatti, sa di lui solo grazie alla sua collaborazione con Rose nei Guns fino al 2004.

Ed io… come l’ho conosciuto? Dopo aver visto per caso il video musicale che vi posto più sotto (diretto da Syd Garon ed Eric Henry con gli additional artworks di Bryan “Frankenseuss” Theiss) per “Spokes for the Wheel of Torment”, che è la seconda song dell’album The Cuckoo Clocks of Hell.

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Il video si rifà al famoso trittico di Hieronymus Bosch, Il Giardino delle Delizie, databile 1480-1490 circa e conservato nel Museo del Prado di Madrid.

Godetevi il video…e, naturalmente, la musica!

(Karol aka Skatèna)

FONTE

Dalla mia radio rubrica Stream of Musicness https://streamofmusicness60986589.wordpress.com/2018/02/07/legami-improbabili-ma-vincenti-buckethead-e-hieronymus-bosch/