Lady Day: una leggenda della musica contemporanea a 60 anni dalla sua scomparsa

di Skatèna 

Love will make you drink and gamble
Make you stay out all night long
Love will make you do things
That you know is wrong

17 luglio 1959 – muore Billie Holiday, una delle voci più significative del panorama jazz, e non solo.

Eleanora Fagan o Elinore Harris nacque a Philadelphia il 7 aprile 1915. Il padre abbandonò lei e la madre per suonare il banjo in alcune orchestre itineranti.

Il suo primo disco lo registrò nel 1933 con l’orchestra di Benny Goodman.

L’infanzia di Billie Holiday non fu facile in quanto segnata da violenze sia fisiche che psicologiche: all’età di 10 anni subì uno stupro da un vicino di casa; inoltre frequentò un Istituto scolastico di monache che le inflissero diverse punizioni.

Sadie Fagan, mia madre, mi volle bene fin da quando non ero per lei che un mucchio di calci nelle costole mentre strofinava pavimenti. Andò all’ospedale e si mise d’accordo con la direttrice. Le disse che per pagare l’assistenza per sé e per me era disposta a pulire per terra, per un certo periodo, e che avrebbe fatto la serva anche alle altre bagasce che andavano lì a partorire. Quel mercoledì 7 aprile 1915, quando io nacqui, la mamma aveva tredici anni”. Si racconta così nella sua cruda autobiografia “Lady sings the blues”, Billie Holiday, la più grande cantante della storia del jazz. 

Di seguito, la canzone Strange Fruit cantata da Billie in una performanca live nel 1959. Per le tematiche trattate, la canzone costituiva una denuncia alle azioni di linciaggio e razzismo e per questo non fu accettata dalle case discografiche: la Columbia Records, infatti, si rifiutò di pubblicarla, e alcune stazioni radio, come per esempio la BBC, si rifiutarono anche di trasmetterla. La prima registrazione del brano avvenne a New York il 21 marzo 1939: Billie  era affiancata dalla Frankie Newton Orchestra. La canzone fu eseguita dal vivo, sempre a New York, al Café Society.Più tardi, nel 1978, vinse un Grammy per il significato storico trattato. 

La vita di Billie Holiday fu segnata non solo dall’abuso di droghe ma anche da uomini violenti che la maltrattarono. Si sposò per ben 3 volte (prima con Jimmy Monroe, poi con Joe Guy, infine con Louis McKay), ma fu Lester Young (colui che la soprannominò Lady Day) l’unico uomo con cui instaurò una relazione senza apparenti problemi, solo che entrambi erano tossicodipendenti, lui dall’alcol, lei dall’eroina.

Durante gli anni Trenta, Billie incise tre brani che finirono nel film Pennies From Heaven interpretato da Bing Crosby e diverse nuove canzoni di Cole Porter, Jerome Kern e Irving Berlin

I problemi con l’eroina di Billie Holiday compromisero sia la salute della cantante sia la sua carriera. Nonostante queste difficoltà, nel 1954, Billie Holiday andò in tour in Europa e si esibì anche in Italia, a Milano, dal 3 al 9 novembre. (Foto Alamy)

I problemi con l’eroina di Billie compromisero però la sua salute, oltre che, ovviamente, la sua carriera, ma nonostante queste difficoltà, nel 1954, andò in tour in Europa e si esibì anche in Italia, a Milano, per il primo, unico, ultimo e memorabile concerto in Italia: accadde il 9 novembre 1958, in un piccolo teatro per marionette, il Gerolamo, e fu un trionfo. Ma solo pochi giorni prima la più grande cantante di jazz mai esistita era incappata in un fiasco colossale ed era stata protestata dall’impresario al Teatro Smeraldo, sempre a Milano, dove era stata inserita come riempitivo in uno spettacolino di varietà senza pretese per un pubblico molto di bocca buona. 

“Sarò io la prossima ad andarmene” così disse Billie Holiday mentre stava andando in taxi a dare l’ultimo saluto a Lester Young, al Cemetery of Evergreens, morto il 15 marzo del 1959. E aveva ragione: quello stesso anno, pochi mesi dopo, morì anche lei. Al funerale di Young (che fu il primo a coniare il nome Lady Day e con cui ebbe una relazione) non poté cantare, perché la moglie di Young glielo proibì.

Sarò io la prossima ad andarmene” così disse Billie Holiday mentre stava andando in taxi a dare l’ultimo saluto a Lester Young, al Cemetery of Evergreens, morto il 15 marzo del 1959. E aveva ragione: quello stesso anno, pochi mesi dopo, morì anche lei, di cirrosi epatica. Si narra che al funerale di Young non poté cantare, perché la moglie di lui glielo proibì. 

Per ricordarla, vi propongo un video del 1957 in cui Billie canta Fine and mellow (My man don’t love me) :

Billie Holiday, “Fine and mellow” (1939)
My man don’t love me
Treats me oh so mean
My man he don’t love me
Treats me awful mean
He’s the lowest man
That I’ve ever seen
He wears high draped pants
Stripes are really yellow
He wears high draped pants
Stripes are really yellow
But when he starts in to love me
He is so fine and mellow
Love will make you drink and gamble
Make you stay out all night long
Love will make you drink and gamble
Make you stay out all night long
Love will make you do things
That you know is wrong
But if you treat me right baby
I’ll stay home every day
Just treat me right baby
I’ll stay home night and day
But you’re so mean to me baby
I know you’re gonna drive me away
Love is just like a faucet
It turns off and on
Love is like a faucet
It turns off and on
Sometimes when you think it’s on baby
It has turned off and gone
TRADUZIONE
Il mio uomo non mi ama
Mi tratta oh così male
Il mio uomo non mi ama
Mi tratta male
È l’uomo più terribile che abbia mai
visto
Lui porta i pantaloni alti
Le strisce sono così gialle
Ma quando lui comincia ad amarmi
È così dolce e raffinato
L’amore ti farà bere e giocare d’azzardo
Ti farà star fuori tutta la notte
L’amore ti farà fare cose
Che tu sai che sono sbagliate
Ma se tu mi tratti bene baby
Io starò a casa ogni giorno
Ma se tu mi tratti bene baby
Io starò a casa notte e giorno
Ma tu sei così meschino con me baby
Lo so che mi farai impazzire
L’amore è come un rubinetto che si apre
e si chiude
L’amore è come un rubinetto che si apre
e si chiude
Qualche volta quando tu pensi che sia
aperto baby
esso è chiuso e se ne è andato via