Intervista a Tha McAlex: “Vi presento Korova Milkbar, viaggio cubico e introspettivo”
Ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Tha McAlex, giovane rapper classe 2004 originario di Saronno, in occasione dell’uscita del suo primo album “Korova Milkbar”.

Sempre Con La Voglia Di Fare Rap…
Come e quando nasce il tuo amore per la musica? Con quale musica sei cresciuto? C’è qualcuno in particolare che ti ha trasmesso tale passione?
Il mio amore per la musica, soprattutto per il Rap e l’Hip-Hop, nasce grazie alla passione che mi ha trasmesso mio padre nei confronti di questo universo musicale. Sono cresciuto con i dischi di 2pac, RunDMC e Snoop Dogg, ma è solo grazie a mio padre se mi porto dentro questa passione: senza di lui probabilmente non scriverei nemmeno testi, è lui il mio mentore.
Quando e perché a un certo punto hai deciso di diventare Tha McAlex? E perché hai scelto questo nome d’arte: ha un significato in particolare?
Sono diventato Tha McAlex perché mi sono sempre interfacciato con il mondo delle jam e degli Mc freestyler tra i 2TheBeat & MTVSpit (Ensi, Kiffa, Kiave, Nitro, Mistaman). Questo alias ha un significato molto particolare perché prima ancora dell’uscita di Korova Milkbar non avevo ancora un nome vero e proprio d’artista, ed è proprio grazie a quest’album che sono riuscito a estrapolarlo.
Certo è un po’ insolito che un ragazzo della tua età abbia deciso di fare rap “alla vecchia maniera” nonostante il panorama musicale giovanile attualmente sia dominato dalla trap: cosa ne pensi di quest’ultimo genere?
Allora, parere mio, non ho nulla contro la trap: c’è a chi piace e a chi no, ma non è mai stato il primo genere con cui mi sono interfacciato. Penso che ognuno abbia i suoi gusti musicali, che possono essere diversi o uguali a quelli degli altri, e che ognuno abbia diritto di scegliere cosa essere nella vita. Io, ad esempio, ho scelto di fare il rapper, non il trapper.
Perché ti piace fare rap? Quali emozioni provi quando fai musica?
La mia voglia di fare rap non la definirei un piacere, ma uno sfogo per tutto quello che ho passato, e che tuttora sto passando: col rap cerco di dare un futuro a tutto ciò, lavorando con mio padre, D. Lo Z, che è tra i miei produttori assieme The Ma3x, e penso si tratti di un’esperienza unica.
Parlaci del tuo primo album, Korova MilkBar, uscito l’11 gennaio 2026: come mai la scelta di questo titolo, che ci ricorda molto il celebre film Arancia Meccanica di Kubrick?
Vero, Korova MilkBar deve molto ad Arancia Meccanica, ma vuole rappresentare soprattutto quello che è la mia vita. Cosa voglio dire con questo? Che non si tratta di un semplice film, perché ho scelto per la prima volta di essere io il protagonista di ciò che stavo scrivendo e facendo, offrendo un viaggio cubico a chi mi ascolta. Arancia Meccanica rappresenta il mio passato, il mio presente e il mio futuro: ho praticamente dato vita all’ultra-violenza che c’è dentro i miei testi.
Di cosa parli nelle tue tracce? A chi ti rivolgi, ovvero: chi sono i destinatari delle tue rime?
Nelle mie tracce ho sempre cercato di spingermi il più possibile dentro la realtà di ciò che viviamo veramente, ma che la gente fa finta di non vedere. Non ho un destinatario: le mie rime sono semplicemente rivolte a tutti: sta agli altri capire cosa c’è dietro.
Quale tra le tracce è la tua preferita e perché?
La mia traccia preferita dell’album è Mezza Settimana perché racchiude proprio tutto quello che ho detto poc’anzi, gli argomenti che tratto, ed è ciò che viviamo al giorno d’oggi purtroppo.
Quali sono i link per poter ascoltare Korova MilkBar?
Ecco i link YouTube e Spotify, dove potete ascoltare la mia musica.
Hai intenzione di esibirti live prossimamente? Se sì, quando e dove?
Sì, ho intenzione di approdare anche in questo mondo, quello delle esibizioni dal vivo. Ho sempre pensato che sia una roba davvero figa poter portare davanti a un pubblico la tua roba personale e farla ascoltare: sarebbe un passo di crescita artistica e personale in più per me, anche se attualmente non c’è ancora nulla di concreto.
Finora abbiamo parlato di Tha McAlex, dunque dell’artista, ma ora parlaci ora un po’ di te: cosa fai nella vita? Per esempio, oltre alla musica, quali sono le altre tue passioni? Quale il tuo miglior pregio? E quale il peggiore dei tuoi difetti?
Al di fuori della musica avrei voluto continuare a giocare a calcio, ma in un paesino come Saronno insomma le occasioni sono scarse. iI mio miglior pregio non lo so ancora ad oggi, ma posso dirti che il mio peggior difetto è il fatto di essere sempre sincero con chi ho di fronte senza nascondermi.
Che consigli daresti a chi si avvicina per la prima volta al mondo del rap?
Forse sono ancora un po’ agli inizi per dare consigli a qualcuno su come approdare in questo mondo del rap, ma l’unica cosa che posso dire è “Ammazzati di musica fino allo sfinimento, ché se la roba ti piace uscirà fuori un giorno prima o poi: crederci sempre è l’obiettivo principale“.
Cosa ne pensi dell’attuale scena rap italiana?
Scena Rap Italiana? C’è chi è rimasto ancora in piedi e si fa rispettare, e chi invece, dopo 20 anni di carriera, cerca ancora di emergere, ma dal mondo musicale ci si aspetta di tutto ormai, si sa.
Nel ringraziarti per questa intervista, vorrei ci salutassimo con una tua top 5 di artisti o gruppi che più ti piacciono e che vorresti far ascoltare ai lettori del sito di Radio Città Aperta.
Grazie a voi! Nella mia top 5 metto: SangueMisto, RunDMC, D-12, G Unit e N.W.A.
Pubblicato il: 26/01/2026 da SkatènaNoi Siamo Qua Per Fare Ciò Che Ci Piace Fare VeramenteCercando Di Dare Un Futuro Agli Altri Ma Soprattutto A Noi Stessi.