FUERTEVENTURA EN MUSICA 2026 — VENT’ANNI DI ISOLA CHE SUONA
🌴 FUERTEVENTURA EN MÚSICA 2026 – VENT’ANNI DI ISOLA CHE SUONA
Reportage di Narrador Callejero per Radio Città Aperta
Fotografie: Juan Del Roque Photo

La Playa de La Concha, a El Cotillo, è diventata per due giorni un anfiteatro naturale: sabbia, mare, vento e un palco che ha celebrato la 20ª edizione del Fuerteventura en Música (FEM). Vent’anni dopo la sua nascita, il festival conferma perché è uno dei più singolari delle Canarie: musica dal mondo, diversità culturale e un paesaggio che sembra disegnato apposta per il suono.
🌅 Playa de La Concha, 3 e 4 luglio 2026
Il Cabildo de Fuerteventura, attraverso la Consejería de Cultura, ha riportato il FEM sulla Playa de La Concha con un cartellone vibrante, internazionale e radicato nel territorio. Due notti di concerti, con DJ Woodhands a tessere il filo sonoro tra un live e l’altro, fino alle quattro del mattino.

🔥 Venerdì 3 luglio – Afrobeat, mestizaje e onde
La prima giornata si accende alle 19:45 con Marta Umpiérrez, che apre il festival con una selezione capace di collegare il pubblico locale a un orizzonte più ampio. Alle 21:00, Chanela Clicka porta freschezza urbana, ritmi che mescolano strada e costa, gioventù e appartenenza.

Alle 22:30 è il turno di La Sra. Tomasa: mestizaje puro, impossibile da etichettare. Elettronica, latin, reggae, hip‑hop, tutto fuso in un unico corpo sonoro che fa saltare la spiaggia.

A mezzanotte, il momento che segna la storia di questa edizione: Femi Kuti & The Positive Force salgono sul palco e la Playa de La Concha diventa Lagos affacciata sull’Atlantico. Fiati incandescenti, percussioni, cori, danza. L’afrobeat di Femi è politica, festa, trance collettiva. Le foto del tuo collaboratore lo raccontano: il sudore, il sorriso, il braccio alzato, il pubblico che risponde come un’unica massa in movimento.

Alle 01:45, Eskorzo chiude la notte con la sua energia esplosiva: rock, ska, ritmi globali, un suono che non chiede permesso e travolge tutto. Tra un concerto e l’altro, e fino al finale, DJ Woodhands mantiene il battito del festival, cucendo i momenti, accompagnando i cambi palco, trasformando l’attesa in danza.

🎶 Sabato 4 luglio – Flamenco, afro‑futurismo e radici
La seconda notte inizia alle 19:45 con Arife, progetto che lavora sulle radici musicali dell’arcipelago e la loro connessione con l’Africa. Un set che profuma di terra, mare e memoria.
Alle 21:00, Queralt Lahoz porta il suo magnetismo flamenco‑urbano: voce intensa, testi che parlano di città, identità, resistenza. Alle 22:30, Kumbia Boruka trasforma la spiaggia in una festa tropicale: cumbia, ritmi latini, un’energia che si espande come cerchi nell’acqua.

A mezzanotte, la voce di Antonio Carmona diventa protagonista. Una delle figure imprescindibili della musica spagnola, che attraversa flamenco, pop e memoria familiare. Il suo concerto è uno dei più celebrati di questa edizione: la spiaggia canta, applaude, si emoziona.

Alle 01:45, Pongo chiude il festival con una scarica di afro‑futurismo elettronico. Beat, danza, potenza scenica: la Playa de La Concha si trasforma in una grande pista, un rito collettivo che saluta la 20ª edizione del FEM. Ancora una volta, DJ Woodhands è il filo continuo: sessioni tra i live e chiusura fino alle quattro del mattino.

🌞 FEM de Día – il festival che vive anche alla luce
Come ogni anno, il FEM non è solo notte: è anche giorno, comunità, partecipazione.
Venerdì 3 luglio, la Plaza Pública di El Cotillo ospita il laboratorio Cre‑Activo Instrumental con Material Reciclado di Alessandro Ferrato, sotto il motto:
“No tires nada, tócalo primero.”
Alle 18:30, la Batucada Corumba attraversa le strade del paese in un pasacalle che porta il ritmo fino alla Playa de La Concha, invitando il pubblico a seguire il corteo e a entrare nel recinto del festival già in stato di festa.
Sabato 4 luglio, il Muellito Chico diventa un piccolo epicentro musicale. DJ Papaya Subtropical mantiene la vibrazione, mentre si alternano Sudakita, El Yeye, Naby Zana Band, Hey Chabón & Los Chabones e Chocolate Sexy. Danza, percussioni afro‑guineane, strumenti portati da casa, bambini, famiglie, viaggiatori: il FEM de Día è la prova che il festival è anche spazio di incontro e convivenza.

🌍 Un festival singolare, tra mare e mondo
Il FEM 2026 conferma la sua identità:
- gratuito, aperto, inclusivo
- radicato nella costa di El Cotillo e connesso con il mondo
- attento alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente
La Playa de La Concha non è solo uno scenario: è parte del festival. Il mare come sfondo, il vento come strumento, la sabbia come platea.
✨ Conclusione
Vent’anni di FEM significano vent’anni di isola che suona. Fuerteventura, per due giorni, diventa un punto di incontro tra Africa, Europa, America Latina e Atlantico. Un festival che non si limita a programmare concerti: costruisce memorie condivise.
