Compie 50 anni Stand!, pietra miliare funk/soul/rock di Sly & The Family Stone

“Non posso dire che sia rhythm’n’blues, non posso dire che sia rock, non posso dire che sia pop, perché nemmeno io so cosa sia” (Sly Stone)

Il 3 maggio 1969 usciva negli States, per l’etichetta Epic Records, Stand!, il quarto album di Sly & The Family Stone.

Il disco, scritto e prodotto dal cantante e polistrumentista Sylvester Stewart in arte Sly Stone, vendette più di tre milioni di copie diventando uno degli album di maggior successo di tutti gli anni sessanta.

Ma chi erano gli Sly & the Family Stone? Essi erano una band di San Francisco, attivi dal 1966 al 1983, che diede un contributo fondamentale allo sviluppo della musica soul, funk e psichedelica. Diretta da Sly Stone, e composta principalmente da suoi parenti ed amici, la band fu anche uno dei primi gruppi ad avere una composizione multirazziale (una zona intermedia fra i ghetti neri e le comuni di Haight-Ashbury), oltre ad incarnare lo Zeitgeist, con elementi hippie a braccetto con il Black Power.

Stand! venne registrato per la maggior parte nei Pacific High Recording Studios di San Francisco, dopo il flop di Life. A parte il successo del singolo del 1968 Dance to the Music, che il 20 aprile del 1968 raggiunse l’ottavo post onell’hit parade statunitense, nessuno dei precedenti tre album della band era andato bene.

Con Stand!, invece, si era alla vigilia dell’apoteosi: già protagonisti a luglio – insieme a Led Zeppelin, Miles Davis, Frank Zappa – del Newport Jazz Festival, Sly & The Family Stone si esibì il 17 agosto 1969 al leggendario Festival di Woodstock, dopo Janis Joplin e prima degli Who.

Era tutto sbagliato, ma funzionava alla perfezione: “Le donne suonavano, gli uomini cantavano, i neri facevano i freak e i bianchi ci davano dentro con il funk”, nelle parole dello storiografo Dave Marsh.

Purtroppo, subito dopo il successo, arrivò per gli Sly & the Family Stone il declino, soprattutto a causa dei problemi di droga in cui si invorticò Sly, con conseguenti prevedibili effetti collaterali, tra forfait ai concerti e conflitti con chi vi assisteva, e tutto ciò avvenne in concomitanza col crollo delle utopie hippie che avevano caratterizzato quei tempi e la dissoluzione del movimento delle Black Panthers.

Quanto alle influenze che Stand! ha esercitato sui gruppi successivi, essa fu enorme: tanto fra i contemporanei (le stesse sonorità della Motown cambiarono per emulazione) quanto in epoche successive (dal funk di Prince all’hip hop degli OutKast). Stand!,inoltre, è uno degli album maggiormente campionati di tutti i tempi, soprattutto da parte degli artisti hip hop, come per esempio LL Cool J, The Jungle Brothers, Ice Cube, ecc. Per esempio, troviamo in numerosissime canzoni hip hop e R&B contemporanee la parte di batteria delle tracce Sing a Simple Song e You Can Make It If You Try.

  • Protect Ya Neck – Wu-Tang Clan sull’album Enter the Wu-Tang (36 Chambers)

  • Temptations – 2Pac sull’album Me Against the World

  • Your Ass Got Took – Scarface sull’album Mr. Scarface is Back