Capovilla sul Concertone: “I sindacati si vergognino di invitare questi analfabeti funzionali”
Pierpaolo Capovilla ha scatenato una forte polemica riguardo al Concertone del Primo Maggio 2026.
Attraverso i suoi canali social, l’artista ha lanciato un attacco durissimo contro l’organizzazione, i sindacati e il cast scelto per l’evento di quest’anno.
Secondo lo storico frontman de Il Teatro degli Orrori, gli artisti in line-up sarebbero degli “analfabeti funzionali” che fanno musica di scarsa qualità e priva di contenuto sociale.
Quanto ai sindacati, ha criticato apertamente CGIL, CISL e UIL (promotori storici dell’evento), affermando che dovrebbero vergognarsi di invitare certi artisti sul palco di una festa dedicata ai diritti dei lavoratori.
Le scelte artistiche del Concertone, per Capovilla, sarebbero ormai totalmente asservite alle logiche delle grandi case discografiche, ed hanno perso molto dello spirito di lotta e partecipazione originario.
Nelle sue critiche, inoltre, l’artista varesino ha rilanciato un intervento di Arisa – che sarà tra i conduttori dell’evento in diretta su Rai3 – usandolo come spunto per attaccare più ampiamente la deriva della musica popolare contemporanea. In un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Arisa avrebbe dichiarato:
“Credo che questa sia una piccola Woodstock, con un grandissimo cast. Se pensassimo di fare il Primo Maggio annoiando i ragazzi con dei pipponi allucinanti, perderemmo subito la metà delle presenze in piazza, invece secondo me la musica parlerà tanto e noi dovremmo effettivamente solo essere un po’ i giullari di questa corte”.
Il commento che Capovilla ha postato sui suoi canali social è stato il seguente:
“Le coccole… ma quanto è stupido questo ragionamento? Quanto è stupida la canzone popolare oggigiorno? E perché dovremmo prestar loro attenzione? Si vergognino, i sindacati, di invitare questi analfabeti funzionali al concertone… non siete ridicoli, siete intollerabili, miserabili servi dei discografici… C’è un intero Paese che ne ha abbastanza di voi, e di tutta la spazzatura musicale che ci viene propinata oggigiorno… ma andavenete tutti in discarica“.
Questo sfogo ha immediatamente acceso il dibattito su siti e riviste specializzate come Rolling Stone Italia e Rockol, dividendo fan e addetti ai lavori tra chi sostiene la sua difesa della qualità culturale e chi ritiene i suoi toni eccessivamente elitari.
Fonte immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Il_teatro_degli_orrori_%283455314489%29.jpg