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Internazionalismo studentesco. Dalla Germania all’Italia, i giovani si mobilitano contro leva e guerra

Internazionalismo studentesco. Dalla Germania all’Italia, i giovani si mobilitano contro leva e guerra

Mentre la UE procede sulla strada del riarmo, varie organizzazioni giovanili si stanno coordinando a livello continentale per creare un fronte internazionalista di opposizione alla leva militare e alla tendenza alla guerra dell’imperialismo occidentale.

di Giacomo Simoncelli

Non è più solo una protesta nazionale, ma una coordinata ondata di dissenso che sta scuotendo vari paesi europei. Mentre i governi del Vecchio Continente accelerano sulla strada del riarmo, le giovani generazioni rifiutano il conflitto generazionale e riprendono in mano gli strumenti della lotta antimperialista e internazionalista per rifiutare leva e riarmo.

Gli scioperi studenteschi in Germania: 50 mila giovani in piazza

In Germania, i numeri raccontano di una mobilitazione massiccia e capillare. Oltre 50 mila studenti hanno incrociato le braccia in più di 130 città tedesche, lo scorso 5 marzo. A Monaco di Baviera, cuore della protesta, hanno sfilato oltre 1.500 ragazzi, uniti dalla contrarietà alle riforme del governo Merz.

A dicembre, è stato votato un provvedimento che prevede la creazione di un registro obbligatorio per tutti i maschi nati dal 2008, ai quali sarà chiesto di compilare un questionario di valutazione nel 2026, e di sottoporsi a visite mediche per l’idoneità al servizio militare nel 2027.

Il problema risiede che Berlino vuole 20 mila nuove reclute per rimpolpare le forze armate, e se non si raggiungeranno questi numeri il parlamento potrebbe decidere di attivare un meccanismo di sorteggio tra i giovani registrati, costringendoli al servizio militare. In sostanza, la reintroduzione della leva.

Il messaggio alle classi dirigenti è stato netto e semplice: il rifiuto di diventare carne da cannone (così recitava di mobilitazioni simili svoltesi lo scorso 5 dicembre) in conflitti scatenati da interessi economici e logiche di profitto.

Italia: dai banchi al Ministero della Difesa

Parallelamente alla mobilitazione tedesca, in Italia, la protesta si è spostata dalle scuole direttamente ai palazzi del potere. Decine di istituti e università si sono mobilitati, culminando in un pomeriggio di cori e proteste sotto le finestre del Ministero della Difesa.

Nel comunicato congiunto delle organizzazioni Cambiare Rotta, OSA, Young Struggle Deutschland si legge che gli studenti italiani hanno portato al dicastero “the voice of a generation who wants another future than being sent to war”.

A infiammare ulteriormente gli animi sono stati gli ultimi sviluppi della crisi globale. I giovani hanno puntato il dito contro l’aggressione imperialista che si è presentata direttamente come guerra nel caso dell’Iran, ma che sta strozzando in una crisi umanitaria anche Cuba.

Per i movimenti studenteschi, si tratta di una tendenza alla guerra a cui è necessario opporre una resistenza internazionale e internazionalista. La lotta contro la militarizzazione delle scuole e delle università diventa così una lotta più ampia contro l’imperialismo e la guerra come unico orizzonte

Pubblicato il: 06/03/2026 da Giacomo Simoncelli