Il mondo si riarma. Triplicate le importazioni di armi in Europa, l’industria UE e italiana volano nell’export
Il nuovo rapporto SIPRI fotografa un continente in trasformazione: la propaganda sulla minaccia russa e l’incertezza sull’alleato americano spingono il riarmo europeo. L’Ucraina è il primo importatore mondiale, mentre l’Italia scala la classifica dei venditori.
di Giacomo Simoncelli
Secondo l’ultimo rapporto del Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) pubblicato il 9 marzo, il volume globale dei trasferimenti di armi corre veloce: nel periodo 2021-25, rispetto al quinquennio precedente, è stato registrato un incremento del 9,2%. In questo scenario, l’Europa è diventata l’epicentro del commercio bellico, con le importazioni del continente che sono più che triplicate (+210%).
La guerra in Ucraina è il motore evidente di questa crescita, ma non è l’unico. A muovere i governi europei, che continuano a propagandare una retorica di sicurezza fondata sulla corsa al riarmo invece che sulla risoluzione pacifica dei conflitti, è la guerra mossa senza esplicita dichiarazione alla Russia e l’incertezza sull’ombrello difensivo statunitense, date le recenti tensioni con l’amministrazione Trump.
Il primato di Kiev, il peso degli USA, la riscossa dell’industria europea
L’Ucraina è balzata al primo posto tra i maggiori importatori mondiali, coprendo da sola il 9,7% del mercato globale. Tuttavia, il rapporto evidenzia come nel 2025 i flussi verso Kiev abbiano subito un rallentamento a causa della riduzione degli aiuti militari statunitensi.
Gli Stati Uniti rimangono l’indiscusso leader globale di questi commerci di morte, con una quota del 42% dell’export mondiale. Gli USA sono il fornitore di riferimento per il Vecchio Continente, fornendo il 58% di tutte le armi acquistate dagli stati europei della NATO. Guardando al futuro, la dominanza americana è destinata a durare.
E tuttavia, l’Unione Europea si conferma come un colosso dell’esportazione bellica. Complessivamente, i 27 stati membri hanno visto crescere il proprio export del 36%, arrivando a coprire il 28% del mercato globale. Questo volume d’affari è quattro volte superiore a quello della Russia, le cui esportazioni sono invece crollate del 64%. Tra i primi dieci fornitori mondiali figurano quattro paesi UE: Francia (2° posto), Germania (4°), Italia (6°) e Spagna (10°).
Il boom dell’Italia: +157%
L’Italia si distingue come il paese con la crescita più impetuosa tra i grandi fornitori. Le esportazioni italiane di armi sono aumentate del 157% tra i due periodi, portando il paese al sesto posto globale con una quota di mercato del 5,1%. L’industria italiana punta con forza sul Medio Oriente, dove finisce il 59% delle sue esportazioni. I suoi clienti principali sono il Qatar (26% dell’export totale) e il Kuwait (17%).
È facile capire l’importanza affidata al settore, e ai legami militari in quella porzione di mondo. Il Mediterraneo allargato è da tempo tra i focus dei documenti di politica estera italiana, e questi dati non fanno che confermare come Roma (e Bruxelles) vedano con la lente della militarizzazione il proprio ruolo nel quadrante fondamentale dell’Asia Occidentale.
Pubblicato il: 23/03/2026 da Giacomo Simoncelli