Giorgia Meloni ed il bluff sovranista sull’area Schengen
Dentro una crisi migratoria che sa di guerra ibrida volano stralci tra Italia e Spagna, nell’ennesimo bluff sovranista di un governo di dilettanti allo sbaraglio.
di Riccardo Menicacci
Il 30 e 31 luglio un’improvvisa e massiccia ondata di migranti marocchini entrava nell’enclave spagnola di Ceuta via terra e via mare. Circa 72mila uomini, donne e bambini hanno attraversato il confine nell’ondata più grave e corposa degli ultimi decenni, con svariate decine che hanno perso la vita durante il viaggio.
L’arrivo di una tale mole di migranti, in poche ore ha portato al collasso le infrastrutture d’accoglienza e gli stessi servizi di base, cibo, acqua, vestiti e medicine. Il governo spagnolo ha iniziato immediatamente le procedure di rimpatrio. La quasi totalità dei migranti è stata rimpatriata in pochi giorni, e una gran parte è tornata in Marocco spontaneamente.
Neanche il tempo di realizzare la natura e le ragioni dietro a questa crisi che già le destre internazionali, a partire da quelle spagnole ed europee, iniziavano a puntare il dito sul governo socialista di Pedro Sanchez, colpevole di aver introdotto politiche sull’accoglienza timidamente meno reazionarie e barbare di quelle in vigore nel resto dell’Unione Europea. A “invitare” i cittadini marocchini a varcare il confine, secondo la narrazione fascio-razzista, è stata la regolarizzazione di circa 500mila immigrati con permesso di soggiorno varata dal governo spagnolo pochi mesi prima.
Dopo il caos iniziale, questa vicenda ha iniziato a chiarirsi, assumendo rapidamente le connotazioni di una manovra di guerra ibrida diretta a destabilizzare il governo spagnolo, orchestrata a tavolino e facilitata dalle stesse autorità marocchine.
Tante le testimonianze che raccontavano di poliziotti marocchini che indicavano il passaggio, guidavano camion pieni di migranti e aprivano i valichi, come del proliferare, nei social del paese, di post e annunci che promettevano un’ accoglienza a Ceuta. Secondo l’intelligence spagnola, ci sarebbero stati addirittura agenti dei servizi marocchini infiltrati tra chi attraversava la frontiera.
Conprendere le motivazioni di una tale operazione non è difficile: il sovrano marocchino Mohammed VI si è irritato parecchio per il riavvicinamento diplomatico tra Spagna e Algeria, concretizzatosi fino a pochi giorni prima dell’assalto ai confini di Ceuta. Il Marocco è – inoltre – anche uno degli alleati più stretti di Israele e degli Stati Uniti, furiosi per la posizione dissidente di Sanchez sul genocidio a Gaza e sull’aggressione militare in Iran, per cui avevano già minacciato e promesso ritorsioni. In un mondo che Trump e Israele vorrebbero dividere tra nemici e alleati-schiavi, anche il briciolo di sovranità e indipendenza avanzata dalla Spagna sembra intollerabile e meritevole di punizione.
Non stupirebbe, quindi, un coinvolgimento diretto statunitense e israeliano nell’operazione, volto ad inviare un messaggio non troppo velato a Sanchez e alle sue ostinate posizioni “progressiste”.
Se però guerra ibrida e terrorismo parastatale stanno diventando la cifra di questa epoca, ciò che stupisce per pochezza e senso del grottesco è la reazione dell’esecutivo italiano: davanti a un fenomeno emergenziale e probabilmente eterodiretto, il Governo ha pensato bene di giocarsi la carta politica della sospensione dell’area Schengen con la Spagna: “Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali di trafficanti” ha ribadito Giorgia Meloni.
Tralasciando il fatto che il governo Meloni i trafficanti li libera (vedasi caso Almasri), a rivelare l’utilità e la concretezza della misura ci ha pensato lo stesso Ministro degli Esteri Tajani, in uno scambio quasi surreale con un giornalista, che riportiamo:
Giornalista: “Quali sono i risultati di questa manovra di sospensione di Schengen con la Spagna?”
Tajani: “Non ci sono risultati, stiamo verificando con il controllo dei passaporti se ci sono persone che non possono entrare in Italia”
Giornalista: “Ne abbiamo trovato qualcuno che veniva da Ceuta?”
Tajani: “No, fino adesso non ci risulta”
Giornalista: “Le pare plausibile che ne troveremo qualcuno?”
Tajani: “Io mi auguro che non ci sia nessuno, però è importante controllare”
L’area Schengen è il trattato di libera circolazione di persone e merci firmato dai paesi aderenti all’Unione Europea. I migranti di Ceuta, oltre al fatto di essere stati quasi interamente rimpatriati, erano ovviamente irregolari e senza documenti, quindi impossibilitati a muoversi da Ceuta verso l’entroterra spagnolo, e quindi in qualsiasi paese dell’UE.
E’ quindi nulla la possibilità che entri un singolo migrante passato da Ceuta , mentre è lampante il tentativo, forse disperato, di inseguire a destra il Generale Vannacci e di sfruttare ogni occasione per “rifarsi la faccia” su sicurezza e immigrazione. Una postura in linea con gli ultimi quattro anni di governo: grandi proclami, petti gonfi, narrazione fantasiosa, per poi piegarsi alla volontà di Usa ed Israele ancor prima che dei sondaggi.
Il governo non sembra essersi fatto problemi a piegare la politica estera a interessi di paesi esteri, come del resto ha dimenticato il proprio “patriottismo” (italiano o europeo a giorni alterni) davanti a un tentativo di destabilizzazione e sabotaggio ai confini di un paese europeo, senza interrogarsi su mandanti e responsabili, ed anzi cavalcando le difficoltà della Spagna per evidenti motivi elettoralistici.
La Spagna, pochi giorni dopo, ha chiesto il ritiro delle misure “ingiuste, contrarie agli interessi della UE e discriminatorie” o di accettare l’imposizione di contromisure proporzionali.
Il governo italiano ha rifiutato la de-escalation e scelto di tenere il punto. La ritorsione spagnola è quindi arrivata, e non è stata l’unica beffa per la “sovranista” Meloni. Il cancelliere tedesco Merz ha infatti annunciato che avvierà il rimpatrio di tutti gli immigrati richiedenti asilo sbarcati in Italia che si sono poi trasferiti in Germania, sbloccando una situazione ferma da diversi anni, forse anche per far capire a Meloni che fare la voce grossa in Unione Europea non è un atteggiamento produttivo per nessuno.
Insomma, il Governo ha tentato il pugno duro verso la Spagna sul tema dell’immigrazione, ma oltre all’isolamento europeo (con l’eccezione della “socialdemocratica” Danimarca), ha ottenuto solo ritorsioni e la stangata della Germania. Chi la fa l’aspetti, verrebbe da dire.
Che sia davvero il canto del cigno di un esecutivo senza arte ne parte non è dato saperlo: probabilmente no, vista anche la consistenza dell’opposizione parlamentare. Certa invece è l’ennesima figura da dilettanti allo sbaraglio in un’Europa che, complessivamente, non sembra brillare per lucidità delle sue classi dirigenti.
Pubblicato il: 10/08/2026 da Alessio Ramaccioni