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DRIVE IN SATURDAY (REPLICA) con ALESSANDRO SGRITTA ed EUGENIO STEFANIZZI

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DRIVE IN SATURDAY (REPLICA) con ALESSANDRO SGRITTA ed EUGENIO STEFANIZZI

Tutte le donne di Prince

Tutte le donne di Prince

Esattamente 10 anni fa Prince moriva all’età di 57 anni: il suo corpo venne ritrovato senza vita in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, sua residenza situata a Chanhassen. Ancora oggi “il folletto di Minneapolis” viene ricordato per il suo stile lirico innovativo e all’avanguardia.

Nato a Minneapolis in una famiglia di musicisti il 7 giugno 1958 come Prince Rogers Nelson, è stato un influente cantautore, polistrumentista e produttore discografico, aggiudicandosi un posto di rilievo tra le icone pop degli anni Ottanta e Novanta.

Con oltre 150 milioni di dischi venduti (oggi il Prince Estate, fedele all’orientamento di un artista che per musica e denaro ha sempre preteso di fare di testa sua, dialoga con Warner Music, distributrice del catalogo storico, e con Universal Music Publishing, editrice delle sue canzoni, ma fondamentalmente non esce una nota o un singolo fotogramma senza il suo assenso), imparò da giovanissimo a suonare numerosi strumenti da autodidatta.

Col suo album di debutto, “For You”, pubblicato nel 1978, si impose sulla scena musicale col suo inconfondibile “Minneapolis sound”, caratterizzato da un mix di chitarre rock e sintetizzatori funk.

L’apice del successo arrivò con l’album e il film “Purple Rain” del 1984, che lo consacrarono a star mondiale, facendogli vincere anche un premio Oscar.

Prince, talento poliedrico quanto irrequieto, era “un artista che non conosceva confini“, come lo definì Gloria Estefan quando apprese della sua morte.

Tra i suoi brani che hanno lasciato il segno, rientrano sicuramente quelli che raccontano l’amore: vere e proprie poesie in musica che ci fanno percepire la sua incredibile sensibilità e la delicatezza con cui raccontava dei sentimenti più profondi.

Una delle più belle canzoni che scrisse negli anni Ottanta è Nothing Compares To You, di cui fece poi dono al gruppo musicale The Family.

La canzone venne però portata al successo nel 1990 da Sinéad O’Connor, che ne fece una sua versione, dolcissima e commovente.

La vena artistica di Prince, che componeva, arrangiava, produceva, cantava e suonava i suoi pezzi spesso in totale autonomia, lo portò a produrre continuamente nuovi brani, ma anche ad essere tra i pionieri della loro vendita on-line.

Nei suoi lavori, numerosi ed espliciti sono i riferimenti ad artisti black quali James BrownSly & the Family Stone e Stevie Wonder, ma anche a musicisti rock come Jimi Hendrix e Frank Zappa.

Egli ha saputo ben mescolare ed in grande stile diversi generi, dal funk al classic rock, dal pop al rap, dalla psichedelia alla disco, dando vita ad un crossover molto apprezzato e dai fan e dalla critica, in un mix urbano, elettrico, nervoso e che, sottilmente, ribadisce costantemente la sua natura nera.

Specialmente negli anni Ottanta, Prince seppe distinguersi dagli altri gruppi o cantanti dell’epoca, che si dedicavano a stili propri di quel periodo, quali New Wave, New Romantic, Dark e Glam, spingendosi sempre oltre e conferendo alle sue produzioni una veste dal forte afflato erotico, così come erotiche erano le sue movenze, la sua voce, il suo modo di presentarsi al pubblico.

Prince e le donne

Prince era anche un grande amante delle donne ed ebbe, diciamo così, una  carriera parallela da scopritore di talenti femminili.

  • Le ha amate, sfruttate, plasmate, usate, esaltate, messe una contro l’altra. Difficile immaginare la carriera di Prince senza pensare anche a tutte le splendide donne che lo hanno accompagnato, artisticamente e non, nel corso degli anni. [Onda Rock]

Negli anni Ottanta, insieme con il suo gruppo, che non a caso si chiamava The Revolution, Prince mise in atto uno sconvolgimento epocale: si assistette a un vero e proprio abbattimento di barriere, visto che egli inserì delle donne in ruoli strumentali chiave (Wendy Melvoin alla chitarra, Lisa Coleman alle tastiere).

A quei tempi, in quell’America, non si poteva neppure lontanamente pensare di mettere la foto di una donna sulla copertina di una rivista musicale. Ma grazie a Prince, questo accadde.

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La celebre copertina della rivista Rolling Stone del mese di Aprile 1986 con Prince, Wendy e Linda.

Prince, dunque, non solo fece entrare nella sua band due donne, ma le fece diventare icone di uno dei brani più straordinari della storia della musica: Purple Rain.

A Wendy e Linda, poi, Prince affiancò Apollonia Kotero, attrice, cantante e modella, che divenne nota non solo per aver recitato nel film  del 1984 Purple Rain, ma anche per essere stata la cantante principale delle Apollonia 6.

Dopo questa mossa, il suo chitarrista Dez Dickerson decise di uscire dalla formazione dei Revolution, asserendo che i suoi principi religiosi erano in conflitto con le canzoni di Prince, dalle tematiche spesso a sfondo sessuale.

Prince nudo sulla copertina di Lovesexy del 1988, con le mani che sembrano voler coprire il seno, è senza dubbio un esempio di queerness.

In molti sospettavano che Prince volesse solo portarsi a letto le ragazze, ma nessuno, tranne lui, sapeva per esempio che Linda e Wendy erano una coppia lesbica, in un’epoca dove le abitudini sessuali non convenzionali non ti schiudevano le porte della celebrità. Se Prince le aveva scelte, è perché riteneva che avessero del talento. Fu così che Wendy prese il posto di Dez. E Purple Rain fu un successo mondiale anche grazie a loro.

Prince certamente amava le donne, ne sapeva riconoscere le qualità, le incoraggiava e le esaltava di fronte al pubblico, faceva in modo che  potessero essere notate, per poi lasciarle libere di spiccare il volo nel mondo del successo.

Quando incontrò a Las Vegas Tara Leigh Patrick, modella, cantante, ballerina e attrice, la ingaggiò e le diede il nome d’arte di Carmen Electra.

Finimmo con l’innamorarci l’uno dell’altra – racconta oggi Carmenera inevitabile, aveva un fascino pazzesco e sapeva metterti al centro della sua vita“.

Con la straordinaria performer Denise Katrina Matthews, in arte Vanity, sua prima fidanzata storica, ebbe una storia d’amore travolgente, ma la loro relazione finì poco prima di registrare Purple Rain e dovette rimpiazzarla con Apollonia.

Quasi tutte le artiste che devono tutto o quasi a Prince, hanno avuto una relazione con lui, ma non fu mai quella la ragione del loro successo nel tempo.

Prince scoprì anche il talento di una batterista di origine ispanica, figlia del percussionista di Carlos Santana, e le diede il nome d’arte di Sheila E. Ed anche con lei ebbe una relazione.

Mayte Garcia, che era poco più che una ragazzina quando rimase incinta di Prince,  si sposò con lui il giorno di San Valentino del 1996, ma qualche giorno dopo il parto il figlio morì a causa di una rara sindrome.

Numerose altre donne sono state sfiorate dalla capacità intuitiva di Prince nello scovare talenti, tutte artiste destinate a scombinare i canoni di un’industria, quella musicale, quasi tutta al maschile: Cindy Lauper, le Bangles, Sheena Easton, Chaka Khan, la tastierista Gayle Chapman.

Di seguito, Cindy Lauper ai Music Award del 1985, canta “When You Were Mine”, brano di Prince del 1980, inserito nell’album Dirty Mind.

Prince canta con le Bangles “Manic Monday”:

In definitiva, il rapporto di Prince con le donne era complesso e profondo, caratterizzato da  rispetto artistico ma anche da una sorta di controllo quasi ossessivo, nel senso che egli non si limitava a lavorare con loro, poiché cercava di plasmarle artisticamente.

Prince ha celebrato le donne come muse, musiciste di talento e icone di forza, integrandole e valorizzandole nei suoi progetti musicali. Le sue donne sono state dunque essenziali non solo per la sua musica, ma anche per la costruzione della sua immagine negli anni Ottanta.


Fonte immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Prince_by_jimieye-crop.jpg


 

 

Pubblicato il: 21/04/2026 da Skatèna