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LA BOTTEGA DEL FORNO (REPLICA) con FABRIZIO FORNO

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Fear Factory: sabato 26 all’Orion di Ciampino per il Cybernetic Domination Tour

Fear Factory: sabato 26 all’Orion di Ciampino per il Cybernetic Domination Tour

Sabato 26 settembre le leggende dell’industrial metal mondiale Fear Factory saranno in concerto all’Orion Live Club di Roma – Ciampino, in Viale John Fitzgerald Kennedy 52.

Insieme a loro ci saranno anche i Crystal Lake, una delle formazioni metalcore più energetiche e incendiarie arrivate dal Giappone negli ultimi anni, gli storici e spietati veterani del blackened death metal polacco Hate e il gruppo dark/alternative metal americano The Nocturnal Affair.

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L’evento, organizzato da MC2LIVE, fa parte del “Cybernetic Domination Tour”, la tournée con cui la band guidata da Dino Cazares sta portando in giro per il mondo la sua nuova, devastante incarnazione.

I biglietti sono in vendita su MC2Live.it, Vivaticket.com e relativi punti vendita.

Una rivoluzione sonora che parte da Los Angeles nel 1989

I Fear Factory si formarono a Los Angeles nel 1989, e da allora hanno rivoluzionato la musica estrema fondendo la violenza del death e del thrash metal con l’elettronica: un mix a dir poco esplosivo, oltre che molto affascinante.

Il loro marchio di fabbrica è il netto contrasto tra i riff di chitarra sincopati (che ricalcano il ritmo della doppia cassa) e l’alternanza vocale tra growl brutale e aperture melodiche e pulite — una formula che ha letteralmente gettato le basi per il successivo movimento nu metal.

I loro testi affrontano da sempre temi distopici legati al dominio delle macchine sulla razza umana, alla tecnologia e all’alienazione sociale.

La Formazione Attuale

Dopo storici cambi di line-up e la dolorosa separazione dal cantante originario Burton C. Bell nel 2020, la band vede oggi come unico membro fondatore il chitarrista Dino Cazares. Al suo fianco troviamo il cantante italiano Milo Silvestro, il bassista Tony Campos e il batterista Pete Webber

Album Fondamentali

Per esplorare la discografia dei Fear Factory su Spotify, ecco i dischi che hanno fatto la loro storia: 

    • Soul of a New Machine (1992): Il debutto, violento, grezzo e fortemente influenzato dal death metal e dal grindcore.
    • Demanufacture (1995): Il capolavoro assoluto della band e una pietra miliare degli anni ’90. Un concept album perfetto sul binomio/fusione uomo – macchina.
    • Obsolete (1998): Un altro grande successo commerciale e di critica, contenente la celebre cover di Cars di Gary Numan.
    • Genexus (2015): Uno dei lavori più solidi della storia recente, che riprende appieno le atmosfere cybernetiche delle origini. 

L’ultima uscita discografica dei Fear Factory

Si tratta del nuovissimo singolo intitolato “Roboticist”, pubblicato il 29 agosto 2026.

 

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“Roboticist” segna un momento storico per la band guidata da Dino Cazares, poiché rappresenta il debutto assoluto in studio del cantante italiano Milo Silvestro e del batterista Pete Webber.

Il singolo anticipa l’uscita del prossimo e attesissimo album in studio, prevista per il 2027 via Nuclear Blast, che conterrà 10 tracce tra cui un altro inedito intitolato “Detonizer”.


La scintilla che fece sì che la sottoscritta si innamorasse dei Fear Factory

I Fear Factory sono tra i miei gruppi preferiti di sempre: me ne innamorai vedendoli su MTV in concerto a Donington, storica casa del rock e del metal nel Regno Unito, mentre performavano “Scumgrief”. Correva l’anno 1996, e io avevo 19 anni.

Il video mostra un’esibizione a dir poco incendiaria dei Fear Factory: si tratta di un documento eccezionale per diverse ragioni, se si tiene conto innanzitutto del fatto che nel 1996 la band era all’apice della sua spinta rivoluzionaria.

Era l’epoca d’oro di Demanufacture, album che avevano pubblicato un anno prima e con cui ridefinirono l’industrial metal.

Credo che la performance dei Fear Factory a Donington catturi perfettamente l’energia grezza, futuristica e spietata che caratterizzava il gruppo in quel periodo.

Sul palco, la line-up classica al massimo della sua forma, con Burton C. Bell alla voce (che sperimenta l’alternanza tra growl e parti pulite tipica di “Scumgrief”), Dino Cazares a macinare riff millimetrici come una drum machine umana, Christian Olde Wolbers al basso e il devastante Raymond Herrera alla batteria.

Mi incantò l’interazione brutale tra i Fear Factory e il pubblico, con Burton C. Bell che si rivolgeva alla folla oceanica del festival con la tipica attitudine schietta, provocatoria e senza filtri del metal anni Novanta, incitando tutti a scatenarsi e a togliersi le magliette per il mosh pit.

Il presentatore TV poi, a inizio e fine video, riassume perfettamente l’impatto della band sul palco definendo il set come qualcosa che ha letteralmente “raso al suolo il palco di Donington” (“tearing it up”), confermando che l’attitudine dei Fear Factory dal vivo in quegli anni era tutt’altro che “morbida”.

Pubblicato il: 04/09/2026 da Skatèna