Il prestanome
Visti in prima visione, la rubrica curata dal nostro esperto cinefilo Marcello Gerardi, si occupa de Il prestanome di Martin Ritt





Anni cinquanta, periodo della Caccia alle Streghe in U.S.A.: un modesto cassiere di una tavola calda (Woody Allen) viene contattato da un amico (Michael Murphy) sceneggiatore televisivo, inserito nella lista nera, per fargli da prestanome dietro compenso e riuscire in tal modo a continuare a lavorare. Ad esso si aggiungono altri scrittori e lui diventa rapidamente ricco e famoso, finendo sotto osservazione della Commissione per le attività antiamericane. Ma l’amore di una segretaria idealista e contestatrice (Andrea Marcovicci) e il drammatico suicidio di un attore comico, suo amico, che lo aveva tradito, lo inducono a ribellarsi e affrontare il carcere. Il regista Martin Ritt, Zero Mostel (la sua interpretazione nel film è memorabile, perfetto contraltare a quella molto controllata di Woody Allen, che segue le direttive del regista) e lo stesso sceneggiatore Walter Bernstein finirono nelle liste nere nell’epoca descritta dal film. Un film coraggioso e meritorio, che però utilizza un tono agrodolce e ironico, non sempre ben calibrato, non sapendo ben armonizzare elemento comico e drammatico.

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LA BOTTEGA DEL FORNO con Fabrizio Forno
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