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PUZZLE con GIANLUCA POLVERARI

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PUZZLE con GIANLUCA POLVERARI

LIFE E LONG FIN KILLIE A 33×2 del 1-7-2026

LIFE E LONG FIN KILLIE A 33×2 del 1-7-2026

160° episodio di 33×2, la trasmissione che vi propone l’intero ascolto di due album, uno recente e l’altro del passato, scelti e presentati da Gianluca Polverari.
Come disco novità sarà protagonista “Abstract/Natural” il nuovo quarto album dei britannici LIFE. Esordienti nel 2017 con la prima esplosione del neo post punk (Fontaines Dc, Idles, Murder Capital, Shame ecc.) a cui si unirono con due potenti e formidabili dischi, già con il terzo “North East Coastal Town” le trame sonore si sono ammorbidite con aperture melodiche più accentuate e che ora trovano degno seguito in questo bel “Abstract/Natural” dove composizioni più soft e poetiche si affiancano a sporadici slanci più graffianti figli dei più ossessivi The Fall. Il frontman Mez Green ha attraversato il suolo britannico da ovest ad est a piedi, una sorta di cammino di Santiago in chiave Uk, appuntando suggestioni di villaggi, persone incrociate, natura imperiosa, un’impresa di gamba e testa che mette sempre in analisi l’io più profondo facendolo conoscere ed analizzare meglio. Artisticamente ne nascono appunti e poesie che sono diventati i testi di questo valido capitolo dentro il quale immergersi.

Come disco del passato sarà protagonista “Houdini”, il primo meraviglioso e sottovalutato album degli scozzesi LONG FIN KILLIE uscito nel 1995. Il gruppo faceva parte di quella importante scuderia che fu la Too Pure degli anni 90, label britannica che aveva nel suo catalogo gente come la prima PJ Harvey, Laika, Moonshake, Pram, Stereolab, Mouse On Mars, Seefeel, ed altri gruppi di spessore che erano un’ulteriore alternativa al sound imperante brit pop e grunge di quel decennio. Nel caso dei Long Fin Killie è poi difficile dare una definizione del loro suono, una sorta di art wave/post rock romantica ma anche nervosa nei momenti più dinamici con una batteria che aveva dei pattern sicuramente non convenzionali insieme ad arrangiamenti tanto raffinati quanto “storti” ed originali. In più poi c’era la voce incredibile di Luke Sutherland che, nelle tonalità e timbro, può ricordare Kele Okereke dei Bloc Party, band che però si affaccerà sulle scene solo con il nuovo millennio. La band realizzerà altri due album di qualità ma non proprio ai livelli di questo esordio che supera i 70 minuti di musica senza sbagliare un colpo.

33×2  con Gianluca Polverari
Ogni mercoledì dalle ore 12
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Pubblicato il: 29/06/2026 da Gianluca Polverari