Marcia trionfale
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Il neolaureato Passeri (Michele Placido) si trova a fare il servizio militare in una caserma di Reggio Emilia, agli ordini del capitano Asciutto (Franco Nero), che dopo un rapporto inizialmente fortemente conflittuale, lo prende sotto la sua protezione per farne un “uomo vero” alienandogli le simpatie dei commilitoni, che prendono a vessarlo pesantemente. Intanto la inquieta moglie del capitano (Miou-Miou), che lui gli chiede di pedinare, diventa sua amante, dopo avere già tradito il marito con il tenente Baio (Patrick Dewaere), violento ed insensibile come lui. Nel tragico finale sarà solamente la donna ad avere la forza di tagliare i ponti.
Il primo tempo è una lucida, persino eccessiva, descrizione delle dure dinamiche della vita militare, la caserma viene vista come esempio classico di istituzione totale. Bellocchio introduce un discorso politico nel rapporto di complicità/sopraffazione tra ufficiale e soldato, ma vede solamente nella figura femminile, pur discutibile, un soprassalto di dignità. L’analogia tra repressione autoritaria e repressione sessuale, portato delle letture reichiane dell’epoca, non risulta perfettamente calibrata ed efficace.
Visti in prima visione, la rubrica curata dal nostro esperto cinefilo Marcello Gerardi, si occupa di Marcia trionfale di Marco Bellocchio.





Il neolaureato Passeri (Michele Placido) si trova a fare il servizio militare in una caserma di Reggio Emilia, agli ordini del capitano Asciutto (Franco Nero), che dopo un rapporto inizialmente fortemente conflittuale, lo prende sotto la sua protezione per farne un “uomo vero” alienandogli le simpatie dei commilitoni, che prendono a vessarlo pesantemente. Intanto la inquieta moglie del capitano (Miou-Miou), che lui gli chiede di pedinare, diventa sua amante, dopo avere già tradito il marito con il tenente Baio (Patrick Dewaere), violento ed insensibile come lui. Nel tragico finale sarà solamente la donna ad avere la forza di tagliare i ponti.
Il primo tempo è una lucida, persino eccessiva, descrizione delle dure dinamiche della vita militare, la caserma viene vista come esempio classico di istituzione totale. Bellocchio introduce un discorso politico nel rapporto di complicità/sopraffazione tra ufficiale e soldato, ma vede solamente nella figura femminile, pur discutibile, un soprassalto di dignità. L’analogia tra repressione autoritaria e repressione sessuale, portato delle letture reichiane dell’epoca, non risulta perfettamente calibrata ed efficace.

RCA, Radio Città Aperta – #ResistenzaCulturaleAttiva
LA BOTTEGA DEL FORNO con Fabrizio Forno
Ogni martedì e in replica il venerdì dalle 14 alle 16
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