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Mucha incanta Roma

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L’arte è l’espressione dei nostri sentimenti più intimi …è un bisogno spirituale”. Alphonse Mucha

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Lo scorso venerdì 21 novembre ho avuto il piacere di visitare una delle mostre più graziose che siano mai state allestite a Roma: Alphonse Mucha – Un trionfo di bellezza e seduzione.

La location scelta è già di per sé meravigliosa, visto che si tratta di Palazzo Bonaparte, che si affaccia su piazza Venezia.

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L’edificio, con le sale dell’appartamento nobile decorate da affreschi e stucchi settecenteschi, fu acquistato nel 1818 dalla madre di Napoleone, Maria Letizia Ramolino: in esso vi dimorò fino alla morte avvenuta nel 1836.

Recentemente, attraverso il programma Valore e Cultura, e in seguito a un intervento di restauro e riqualificazione del palazzo, vi ha stabilito la propria sede Arthemisia, che ha organizzato e prodotto, tra le tante, anche la mostra in questione, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Ceca, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e del Centro Ceco presso Ambasciata della Repubblica Ceca, e in collaborazione con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino. La curatela è di Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti.

Palazzo Bonaparte, sede ormai imprescindibile per le mostre d’arte in Italia, si è trasformata dunque per l’occasione nel tempio dell’Art Nouveau, presentando non solo la mostra più ampia e completa mai realizzata su Mucha, ma allargando il panorama ai grandi artisti di ogni tempo che si sono confrontati con il tema della bellezza e della seduzione femminile.

Ospite d’onore dell’esposizione è la Venere di Botticelli dei Musei Reali di Torino, icona e testimonial mondiale della bellezza senza tempo.

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La mostra, visitabile fino all’8 marzo 2026, non solo presenta oltre 150 capolavori di Mucha, ripercorrendone tutta la storia, ma anche opere di Giovanni Boldini, Cesare Saccaggi, statue antiche, opere rinascimentali, arredi e oggetti Art Nouveau e tantissimo altro.

Di seguito, alcuni scatti effettuati durante la mia visita alla mostra (per le foto presenti nell’articolo ringrazio Sergio Tomassini). Tali scatti, ovviamente, non rendono quella che invece può essere la visione diretta delle opere, per cui vi esorto ad andare ad ammirarle di persona, perché solo in questo modo sarà possibile un’immersione affascinante nella Belle Époque cogliendo appieno l’evoluzione artistica di un Maestro. 

  • All’impallidire della Belle Époque, minacciata all’orizzonte dai fulmini della Storia, c’era ancora chi credeva nella forza redentrice dell’arte al servizio dell’umanità: Alfons Mucha, figlio della civiltà industriale modernista, nell’ultimo decennio del XIX e nel primo del XX secolo interpretò con la sua estetica lo sforzo progressivo, economico e tecnologico di un’epoca di grande rinnovamento, narcisista e ottimista. Elevando la comunicazione pubblicitaria a espressione artistica accessibile, Mucha ridefinì l’ideale di bellezza e raffinatezza quando le sue opere rifuggirono i salotti dell’alta società per diventare cartelloni e manifesti affissi sui muri di tutta Europa (ma anche stampe, calendari, cartoline, suppellettili d’arredo). L’oggetto reclamizzato nelle affiches è il pretesto di sperimentazioni che attraggono il passante e lo trasportano in un mondo onirico: motivi floreali e rampicanti avvolgono languide creature femminili, fiori di una primavera incisa nel vetro che non appassiranno mai; nei dettagli dai toni delicati e dai ritmi ciclici palpita il sottobosco fatato in cui Mucha cristallizzò l’essenza più pura dell’Art Nouveau. [Il Fatto Quotidiano]
  • La donna di Mucha, con le sue linee flessuose, i capelli fluenti, le vesti leggiadre e le componenti naturali che la definiscono è divenuta l’effigie universale della femminilità di tale movimento artistico, rivoluzionando le arti applicate e la visione estetica tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. [Eventi Culturali Magazine]

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Biografia Alphonse Mucha

(1860-1939)

  • 1860

    Nasce il 24 luglio a Ivančice, nella Moravia meridionale.
  • 1879

    Si trasferisce a Vienna, dove lavora come pittore di scenografie teatrali.
  • 1883

    Il conte Khuen-Belassi gli commissiona la decorazione del castello di Emmahof.
  • 1885

    Grazie al sostegno economico del conte Khuen-Belassi, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera.
  • 1887

    Si trasferisce a Parigi, dove studia presso l’Accademia Julian.

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  • 1889

    A gennaio 1889, il conte Khuen-Belassi smette di sostenerlo inaspettatamente. Mucha lascia la scuola e inizia a guadagnarsi da vivere come illustratore. Le sue opere vengono pubblicate dalle riviste ceche e dopo il 1890 collabora con varie case editrici e riviste parigine.
  • 1892

    Gli viene affidato il compito di illustrare Scenés et épisodes de l’histoire d’Allemagne di Charles Seignobos.
  • 1894

    Disegna il primo manifesto per Sarah Bernhardt nel ruolo di Gismonda, un dramma di Victor Sardou. Il manifesto riscuote successo, per cui sottoscrive un contratto di sei anni con la “divina Sarah”.

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  • 1896

    Viene dato alle stampe il primo pannello decorativo di Mucha, intitolato Le quattro stagioni.

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  • 1897

    A febbraio viene inaugurata la sua prima mostra personale presso la Galleria Bodiniére di Parigi, dove vengono esposte 107 sue opere. A maggio segue una mostra presso il Salon des Cent, dove vengono presentate 448 sue opere. Una selezione di tali opere viene esposta, infine, presso il Topičův salon di Praga.
  • 1899

    Accetta l’incarico del governo austro-ungarico relativo alla partecipazione all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900.
  • 1900

    Comincia a lavorare sul design degli interni della gioielleria Fouquet a Parigi, che rimane uno dei più straordinari esempi di arredamento Art Nouveau.
  • 1902

    Viene pubblicato Documents Décoratifs, un manuale per artisti.
  • 1905

    Viene pubblicato Figures Décoratives.
  • 1906

    Mucha parte per gli Stati Uniti, dove dà lezioni e, al contempo, dipinge numerosi ritratti.
  • 1910

    Ritorna a Praga per lavorare all’Epopea Slava.
  • 1911

    Completa le decorazioni per la Sala del sindaco del Municipio di Praga, che rappresenta l’ultima grande opera in stile Art Nouveau realizzata a Praga.
  • 1918

    Viene incaricato di disegnare i francobolli e le banconote per la Repubblica Cecoslovacca appena costituita.
  • 1921

    Viene allestita presso il Museo di Brooklyn a New York una mostra delle opere di Mucha che riscuote grande successo.
  • 1928

    Il ciclo completo di dipinti dell’Epopea Slava viene ufficialmente consegnato al popolo ceco e alla città di Praga.
  • 1931

    Disegna una vetrata per la Cattedrale di San Vito a Praga.
  • 1939

    In seguito all’occupazione tedesca della Cecoslovacchia, Mucha è tra i primi ad essere arrestati dalla Gestapo. Sebbene venga rilasciato poco dopo, la sua salute deteriora rapidamente e il 14 luglio 1939 muore a Praga. Mucha è sepolto a Praga, nel cimitero Slavín che si trova sulla collina di Vyšehrad.

 

 

Pubblicato il: 24/11/2025 da Skatèna