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Radio Città Aperta: una comunicazione di parte. Ma dalla parte giusta! |
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Radio Città Aperta nasce a Roma all’inizio del 1978 con il nome di Radio Proletaria nella zona di Tiburtina. La radio sorge dall’esigenza da parte di alcuni movimenti sociali e politici, legati per lo più all’esperienza dell’occupazione delle case ad uso abitativo, di dotarsi di uno strumento di comunicazione indipendente. Per anni Radio Proletaria è stato il riferimento di un pezzo importante dei movimenti di lotta della città in connessione con le mobilitazioni nazionali contro la militarizzazione del territorio, la solidarietà internazionalista, la lotta per i diritti sociali e dei lavoratori. I microfoni di Radio Proletaria hanno dato voce a categorie sociali alle quali la comunicazione tramite i media era preclusa: disoccupati, occupanti delle case, immigrati, operai, donne.
RCA - Quotidiano multimediale di resistenza Ogni mattina “Nero su bianco sottolineato in rosso”, una lettura commentata dei giornali, e a seguire la rassegna della stampa locale. Ogni giorno sei giornali radio, e poi gli approfondimenti con le interviste dedicate alla lotta per la casa e alle mobilitazioni del sindacalismo di base, del movimento contro la guerra, le basi e le missioni militari, alla solidarietà, all’ambiente, agli esteri. Ecco alcuni degli appuntamenti fissi: ogni lunedì Nuestra América, Habitat e Liberi di non credere; ogni martedì Gulag America e Scenari Metropolitani; ogni mercoledì Lavorare per vivere; ogni giovedì Over Book, un libro per legittima difesa; ogni venerdì Questa terra è la mia terra e Elettrosmog, il nemico invisibile; il sabato Fuori registro e Brasilerinho; la domenica Fatti estranei, Vita terra e libertà e le trasmissioni delle comunità Filippina, Sri Lankese e Capoverdiana. |
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Ultime Notizie
Contropiano.org
Stamattina blitz con uova e vernice contro la direzione del Gruppo Caltagirone, palazzinaro che si è dato alla finanza, praticamente padrone della Capitale e che vuole diventare il principale azionista dell’Acea. Reazioni unanimi di condanna di un piccolo gesto di protesta da parte di tutti i partiti di “palazzo”.
In tarda mattinata, una decina di persone con i volti coperti hanno lanciato uova e vernice contro il portone della società Caltagirone spa, in via Barberini, a Roma. Una decina di persone hanno voluto così protestare “contro il tentativo di cessione di Acea da parte del Campidoglio”. “Con questa iniziativa vogliamo smascherare definitivamente la verità: 1.200.000 cittadini romani il 12 e 13 giugno scorso hanno contribuito alla vittoria del referendum che ha definito l'acqua come bene comune, esprimendo un netto no alla privatizzazione dei servizi pubblici in Italia” - spiega in una nota il movimento che si definisce “Libera Repubblica Romana” – “Il sindaco Alemanno, a dispetto della volontà popolare vuole vendere il 21% delle quote pubbliche di Acea”.Vicino al portone sono stati lasciati alcuni volantini con su scritto “Caltagirone, giù le mani dalla nostra città” firmati Libera Repubblica…
VENERDI’ 18 MAGGIO al CINEMA FARNESE a ROMA ASSEMBLEA NAZIONALE dei delegati e degli eletti RSU indetta dall’USB.
Rimaniamo indifferenti alla stucchevole querelle che ha visto protagonisti nei giorni scorsi Renato Brunetta e Filippo Patroni Griffi, precedente e attuale Ministro per la Pubblica amministrazione. Il primo si è messo a sbraitare contro l’intesa sul lavoro pubblico sottoscritta dall’attuale ministro e da CGIL-CISL-UIL, parlando di controriforma del pubblico impiego e di restituzione del potere d’interdizione al sindacato su mobilità, licenziamenti e meritocrazia. Patroni Griffi ha rassicurato che non esiste nessun potere di veto da parte dei sindacati e che l’intesa, oltre ad adeguare al pubblico impiego le norme decise con la riforma Fornero per il lavoro privato, punta ad estendere la riforma Brunetta a tutto il pubblico impiego.
CGIL-CISL-UIL parlano di recupero di un ruolo negoziale che la riforma Brunetta aveva, nei fatti, cancellato. L’espressione magica è “esame congiunto”, che Patroni Griffi si è affrettato a spiegare che è cosa assai diversa dalla “concertazione”, eliminata dal DL 150.
Ma il protocollo sul lavoro pubblico, che sarà tradotto in un disegno di legge, quali benefici produce per la pubblica amministrazione…
Manifestazioni e proteste in tutta la Cisgiordania per il 64° anniversario della Nakba. Almeno cento feriti e dieci manifestanti arrestati. A Betlemme l'Autorità Palestinese si scontra con i dimostranti.
MARTA FORTUNATO
Beit Sahour (Cisgiordania), 15 maggio 2012, Nena News – Migliaia di palestinesi hanno partecipato oggi alle manifestazioni organizzate in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per commemorare il 64° anniversario della Nakba, la “catastrofe” nazionale del 1948, anno della nascita dello Stato di Israele, quando almeno 750 mila palestinesi sono stati scacciati dalle loro case e dalle loro terre verso i paesi limitrofi. Oggi i profughi del 1948 sono diventati 5 milioni e ogni anno il popolo palestinese organizza marce e manifestazioni per riaffermare il diritto di ogni rifugiato a fare ritorno nella propria terra. Diritto che è stato messo in un angolo dai negoziati e dagli “accordi di pace” firmati da Israele e Olp nel 1993.
Oggi si sono registrati incidenti meno gravi rispetto a quelli avvenuti l’anno scorso. Il 15 maggio 2011 migliaia di rifugiati palestinesi avevano cercato di varcare le linee armistiziali di Siria e Libano e le autorità israeliane avevano risposto sparando proiettili reali…
Roma, 14 Maggio 2012 - Nei giorni scorsi la protesta organizzata a Napoli contro Equitalia e il complesso dei dispositivi di usura antisociale che stanno perseguitando lavoratori, precari, pensionati e piccoli proprietari ha saputo sintonizzarsi con l’umore e le reali condizioni di disagio di ampie fette di popolazione. Un diffuso e variegato malessere che, spesso, sfocia nella tragica disperazione individuale
Non è un caso che a questa manifestazione sia stata riservata una repressione violenta a cui sta seguendo una vergognosa campagna di criminalizzazione che tende ad accostare tale tipologia di protesta ad episodi oscuri e marginali che poco o nulla hanno a che fare con la nostra dimensione politica di movimento che resta pubblica, di massa ed alla luce del giorno. Si cerca inoltre di strumentalizzare e impaurire i lavoratori della Agenzia delle Entrate tentando vanamente di dividere un movimento di lotta che ha l’unico interesse di non pagare un debito contratto da altri.
La mobilitazione contro Equitalia, la necessità di ostacolare la rapina fiscale contro salari, stipendi e pensioni, l’urgenza di far pagare – per davvero- chi non ha mai pagato, il rifiuto di farsi schiacciare dai…
Lo storico Eric Hobsbawn ritiene che a fronte della crisi capitalista, il “capitalismo di stato ha un grande futuro”. Lo dimostrano i Brics. “La sinistra non ha un programma da proporre”.
Riportiamo una interessante intervista dello storico inglese Eric Hobsbawn al settimanale l’Espresso.
“Mi ha chiesto se sia possibile il capitalismo senza le crisi”, inizia: «No. A partire da Marx sappiamo che il capitalismo opera attraverso crisi appunto, e ristrutturazioni. Il problema è che non possiamo sapere quanto sia grave quella attuale, perché ci siamo ancora in mezzo".
La crisi in corso è differente da quelle precedenti? «Sì. Perché è legata a uno spostamento del centro di gravità del pianeta: dai vecchi Paesi capitalisti verso nazioni emergenti. Dall’Atlantico verso l’Oceano Indiano e il Pacifico. Se negli anni Trenta tutto il mondo era in crisi, ad eccezione dell’Urss, oggi la situazione è diversa. L ‘impatto è differente in Europa rispetto ai Paesi del Bric: Brasile, Russia, Cina, India. Altra differenza, rispetto al passato: nonostante la gravità della crisi, l’economia mondiale continua a crescere. Però solo nelle aree fuori dall’Occidente».
Cambieranno i rapporti di forza, anche militari e politici?
Enrico Campofreda
Sta costando carissimo al partito afghano della Solidarietà (Hambasteghi) l’ultima inziativa propagandistica contro i Signori della Guerra. Il 30 aprile militanti e centinaia di cittadini avevano sfilato per le strade di Kabul bruciando immagini dei capi delle fazioni che dal 1992 si sono spartite il Paese, e contro i quali nulla ha fatto né può fare la missione Isaf se non patteggiare accordi e vederli ministri del governo Karzai. L’iniziativa di Hambasteghi protestava contro le date storiche del conflitto infinito: il 27 aprile 1978 che segnò il colpo di Stato delle forze filosovietiche e il 28 aprile 1992 inizio dell’intervento jihadista che ampliò la guerra interetnica sfociata con la presa del potere talebano. Gli slogan gridati “abbasso i criminali” e i falò delle foto hanno scatenato la dura reazione dei soggetti additati che hanno minacciato militanti e deputati di Hambasteghi. Alcuni parlamentari della Camera Bassa che fungono da collegamento coi warlords hanno proposto la messa fuorilegge del partito impegnato nel progetto di una democrazia perlomeno istituzionale. Sulla vicenda le molte emittenti del network Killid non hanno proferito parola.
Un comunicato di Hambasteghi lanciato sul web, pur non elencando…
Focus
Due grandi bandiere quella di Cuba e quella della Palestina hanno fatto da sfondo alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di tatissimi compagni e compagne che si sono dati appuntamento al Colosseo per la giornata internazionale del prigioniero politico. Il 17 aprile la giornata internazionale del prigioniero politico palestinese a Roma così ha assunto un carattere pienamente…
Comunicato del Comitato NO Debito
Il 17 aprile, il Senato ha votato in quarta deliberazione il disegno di legge di controriforma dell’art. 81 della Costituzione per introdurre il pareggio di bilancio seguendo le imposizioni dell’UE, che ossessivamente ha chiesto di varare leggi, preferibilmente di rango costituzionale, per rendere permanenti le politiche di austerità. Il Patto Fiscale, firmato il 2…
Intervista a Domenico Vasapollo della Commissione Ambiente della Rete dei Comunistidi
Mila Pernice - Radio Città Aperta M. P. Negli ultimi giorni è tornata a intensificarsi la lotta del movimento contro la Tav, che sta vivendo una vera e propria militarizzazione della Val di Susa. Una lotta che deve fare i conti con un livello repressivo molto duro…
Appello No Debito
Appello per la manifestazione nazionale il 31 marzo a Milano. Occupyamo Piazza Affari. Contro le politiche antisociali del governo Monti. Per un diverso modello sociale ed economico fondato sul pubblico e sui beni comuni. Sono passati ormai tre mesi da quando il governo delle banche e della finanza sostenuto dal centrodestra e dal centro…
A leggere le notizie sulle questioni del lavoro di questi giorni ci si accorge che viviamo una situazione eccezionale in uno stato di quiete relativa piuttosto anomala.La prima questione che viene avanti è quella della trattativa sul mercato del lavoro. Si capisce ancora molto poco di quali saranno i provvedimenti e le modifiche che verranno adottate, quel che…
con la collaborazione di J. Arriola, E. Echevarria, J. L. Rodriguez, R. Sanchez Noda Formato: 170x240 Pagg. 500 c.ca prezzo indicativo € 25,00 rilegato mese di pubblicazione: ottobre 2011 isbn 978-88-7826-74-6 Per un lungo periodo il dibattito sulla transizione al socialismo, e quindi sulla pianificazione, è stato marcato in misura eccessiva dall’influenza della scuola sovietica, che ha assunto una posizione
Nonostante Monti, con la benedizione di Napolitano, delle banche e del Vaticano abbia sostituito Berlusconi e Tremonti con pieni poteri e con una maggioranza schiacciante in Parlamento, nonostante la sua fama in ambito economico sia certificata e l'internità alla finanza e alle banche a livello internazionale sia evidente e conosciuta, nonostante abbia confermato tutto ciò che aveva già approvato…
Intervista di Fabio Sebastiani a Luciano Vasapollo, Prof. di Economia Applicata alla Sapienza,Università di Roma.
Versione integrale dell’intervista pubblicata il 10 novembre 2011 sul quotidiano LIBERAZIONE. Proprio in questi giorni il dibattito a sinistra sulle questioni economiche e sulle possibili uscite dalla sta arrivando a punti qualificanti. Non credi ci sia stato troppo ritardo? Il ritardo è ancora di più…
di Redazione Contropiano
Intervista a Luciano Vasapollo. Il non pagamento del debito pubblico e la fuoriuscita dall’Eurozona non sono più proposte velleitarie ma possono diventare soluzioni da percorrere. In un libro di prossimo uscita – “Il Risveglio dei maiali”, edizioni Jaca Book – tre economisti marxisti, Arriola, Martufi, Vasapollo, analizzano la crisi in corso, Le micidiali conseguenze sui…
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