The Sound Of Silence: “una distopia degna di una puntata di Black Mirror”

And in the naked light I saw

Ten thousand people, maybe more

People talking without speaking

People hearing without listening

People writing songs that voices never share

No one dared

Disturb the sound of silence

5 novembre 1941 – Nasce a Forest Hills, New York, il cantante e attore Art Garfunkel, divenuto celebre per esser stato parte, assieme a Paul Simon, dello storico duo Simon and Garfunkel.

Per festeggiare il suo compleanno vi propongo l’ascolto di The Sound Of Silence, forse una delle canzoni più significative della storia della musica moderna, scritta e musicata nel 1964 da Paul Simon, e che nel video qui sotto potete gustare nella sua versione live @ Central Park (19 settembre 1981):

Il brano, capace di ingenerare, con le sue armonie di suoni e parole, un tumulto di emozioni in chi lo ascolta, originariamente fu registrato come pezzo acustico per l’album Wednesday Morning, 3 A.M. (1964), ma in un secondo momento venne “elettrificato” con l’aggiunta di parti suonate, appunto, con gli strumenti elettrici. Fu il produttore di Simon and Garfunkel alla Columbia Records a New York, Tom Wilson, che il 15 giugno 1965, subito dopo la registrazione di Like a Rolling Stone di Bob Dylan, fece sì che alla traccia originale fossero sovrapposte parti di chitarra elettrica (suonata da Al Gorgoni), basso (Bob Bushnell) e batteria (Bobby Gregg), e ne fece dunque un singolo senza nemmeno aver consultato i due artisti.

The Sound Of Silence entrò nelle classifiche pop degli USA nel settembre 1965 ed iniziò la sua inesorabile ascesa: a Capodanno del 1966 raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 e vi rimase per ben due settimane, dopo di che fu inclusa nell’album Sounds of Silence (1966).

Di seguito, una scena de Il laureato (The Graduate) in cui è presente The Sound Of Silence; il film è del 1967 ed è stato diretto da Mike Nichols, con un giovanissimo Dustin Hoffman nei panni di Benjamin “Ben” Braddock:

Quanto al significato della canzone,  in molti credono che essa sia stata scritta da Simon in seguito all’assassinio di John F. Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963. Tuttavia, le note di Garfunkel sul retro di copertina dell’album Wednesday Morning, 3 A.M. indicano chiaramente che la musica fu scritta nel novembre 1963; il 19 febbraio 1964 “the song practically wrote itself“. Non si può quindi sostenere con certezza che Simon concepì la canzone come un modo di rappresentare il trauma provato da molti statunitensi in seguito all’uccisione del loro Presidente. Piuttosto, come ricorda Garfunkel, il tema della canzone è l’incapacità dell’uomo di comunicare con i propri simili. I testi racchiudono luce artificiale e oscurità, non ci sono le stelle e nemmeno la luna, non ci sta alcun riferimento alla natura… Il neon lampeggiante evoca immagini consumistiche, immagini proprie di una società fatta di automi, disumanizzata e sempre più succube del capitalismo, e il silenzio, se da un lato può rappresentare un qualcosa di piacevole e una sorta di rifugio, dall’altro è assordante in quanto suggerisce un vuoto incolmabile, in cui le parole, seppur proferite, mancano di espressività e di calore, rimanendo inutili ed inascoltate.

  • “The Sound of Silence è una distopia degna di una puntata di Black Mirror, se non molto peggio […]. Il protagonista si sveglia in una notte buia, spaventato da una visione alienante sugli uomini, talmente assurda da far fatica ad esprimerla. Dopo questa visione notturna decide di fare una passeggiata tra le strade buie della città, quando ad un certo punto, all’interno di una luce abbagliante, gli  appaiono diecimila persone che si esprimono senza usare la voce, che ascoltano senza sentire e scrivono canzoni senza cantarle. Non è questa una profezia del mondo social in cui tutti parliamo tra di noi senza effettivamente parlare e ci lamentiamo senza agire? Il protagonista diventa così un profeta moderno che cerca di combattere il conflitto tra valore spirituale e materiale del mondo. Rimprovera tutte queste persone, dicendo che il silenzio cresce come un cancro ed è difficile da sanare. Prova a ricercare un contatto con gli uomini e li invita a tenersi per mano ma nessuno sembra ascoltarlo e le parole cadono come gocce di pioggia. Sono tutti presi a venerare il dio al neon che hanno creato, un dio che parla attraverso le insegne dei prodotti nella metropolitana e sui cartelloni pubblicitari appesi ai palazzi delle case popolari. E mentre tutti si fanno affascinare da grandi e piccoli schermi coloratissimi il mondo intorno a loro inizia a riempirsi del suono del silenzio“. (fonte: themillennial.it, sezione cultura)