“The most beautiful suicide”: la morte di Evelyn McHale fotografata da Robert C Wiles

New York, 1 maggio 1947.

Sulla 33ima strada, all’incrocio dove si innalza il grattacielo più alto della Grande Mela, l’Empire State Building, all’improvviso si sente un boato: il corpo di una giovane donna cade da quel grattacielo, per la precisione dall’86° piano, e si schianta velocissimo su una limousine parcheggiata lì sotto. Sulle lamiere contorte della limousine giace Evelyn McHale. Il suo volto è sereno.

Fra gli astanti c’è anche un fotografo, Robert C. Wiles, che, sapendo cogliere l’attimo, scatta la foto subito dopo l’ impatto, immortalando una delle immagini più celebri riferite al suicidio. L’espressione dolce della donna e il miracolo della compostezza del suo corpo ritratti da quella fotografia le hanno guadagnato, infatti, il titolo di “the most beautiful suicide” ovvero di “suicidio più bello“.

Evelyn ha lasciato in una stanza di quell’86° piano di quel grattacielo da dove si è buttata i suoi oggetti, tra cui una borsetta, e due lettere di addio, una al suo fidanzato nonché promesso sposo, e una a chi avesse trovato il suo corpo.

Perché Evelyn si è suicidata non ci è dato sapere. Nelle sue due lettere ella si autoassolve definendosi un’eventuale cattiva moglie, ma ciò che le frulla realmente in testa l’ha portato giù con sé nel suo volo eterno.

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La fotografia scattata da Wiles è stata pubblicata il giorno successivo su Life Magazine come “Picture of the Week” (foto della settimana) con la didascalia “Ai piedi dell’Empire State Building il corpo di Evelyn McHale riposa in pace in una bara grottesca, il suo corpo si è schiantato sul tetto di una macchina“.

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L’Empire State Building, all’epoca, era una grande attrazione turistica di New York, ma divenne anche la meta preferita dei suicidi: quello di Evelyn, infatti, fu il 5° nel giro di 3 settimane.

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Andy Warhol ha ripreso l’immagine di Evelyn nella sua opera “Fallen Body” dalla serie “Death and Disaster” (1962 – 1967).

L’omaggio di Bowie:

(Karol aka Skatena)