“Seventh Son of a Seventh Son” degli Iron Maiden compie 31 anni

The evil that men do lives after them; The good is oft interred with their bones” (“Il male fatto sopravvive agli uomini, il bene è spesso con le loro ossa ”) (tratto dal Giulio Cesare di Shakespeare)

 

(EN)
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(Introduzione di “Moonchild” e conclusione di “Only The Good Die Young“)

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L’ 11 aprile 1988 usciva il settimo lavoro in studio degli Iron Maiden, “Seventh Son of a Seventh Son“, concept album incentrato su tematiche quali il bene e il male, misticismo, reincarnazioni e aldilà, il cui filo conduttore è la nascita, la vita e la morte di un profeta.
Le sonorità riportano al progressive rock: basti pensare alla presenza, in molte tracks, di lunghi accompagnamenti di tastiere edi chitarre synth, elementi che furono malvisti all’epoca dai fans più convinti, in quanto costituivano un allontanamento dal vero spirito dell’heavy metal.

Il disco, che si apre e si chiude con un monologo di Bruce Dickinson recitato nei brani “Moonchild” e “Only the Good Die Young”, riscosse un vasto successo internazionale e i singoli “Can I Play with Madness” e “The Evil That Men Do” ricevettero molto spazio tra emittenti radiofoniche e televisive.

L’album arrivò subito al primo posto nella classifica inglese, mentre  negli USA arrivò fino alla dodicesima posizione.

La band intraprese il “Maiden England Tour“, pubblicato l’anno successivo in Vhs, riportandolo on stage dal 21 giugno 2012 per 3 anni in tutto il mondo.

Nel video che segue, i Maiden a Birmingham, England, UK – NEC Arena, il 28 novembre 1988 – Seventh Son Of A Seventh Son Tour.

Ecco, in sintesi, la “storia” del profeta raccontata nell’album:

  1. Moonchild”: il Diavolo fa visita ai genitori del nascituro, avvertendoli che ogni resistenza è vana.
  2. Infinite Dreams”: parla di un sogno che tormenta un uomo.
  3. Can I Play with Madness”: descrive il giovane uomo che, colpito da visioni, crede di impazzire e si rivolge ad un vecchio profeta per capire: tuttavia l’uomo non crede a quello che il profeta vede nella sua palla di vetro.
  4. The Evil That Men Do”: il titolo è tratto dal dramma Giulio Cesare di Shakespeare e cita il discorso fatto da Marco Antonio ai Romani dopo l’assassinio di Cesare. In particolare si tratta della seconda scena del terzo atto (“The Forum” – “Roma, il Foro”), quando, nel discorso ai Romani, Marco Antonio pronuncia la frase “The evil that men do lives after them; The good is oft interred with their bones” (“Il male fatto sopravvive agli uomini, il bene è spesso con le loro ossa sepolto”).
  5. Seventh Son of a Seventh Son”: narra del soggetto dell’album, il Settimo figlio di un Settimo figlio, reclamato dalle forze del bene e del male.
  6. The Prophecy”: narra della profezia riguardante il Settimo figlio di un Settimo figlio. Insieme a “Stranger in a Strange Land” è uno dei pochissimi brani degli Iron Maiden che finisce sfumando.
  7. The Clairvoyant”: il Settimo figlio di un Settimo figlio è ora un veggente in grado di vedere la verità e le menzogne semplicemente guardando un uomo nei suoi occhi.
  8. Only the Good Die Young”: solo i buoni muoiono giovani mentre per tutti gli altri, alla fine, peserà la coscienza. Il Settimo figlio di un Settimo figlio muore e l’album si conclude così come era iniziato, con l’intro acustica di “Moonchild“.