Seguendo Mr. Apollo – Consuelo Portoghese

Una delle mitologie più ricche che il genere umano conosca è, senza dubbio, quella del Rock; dentro c’è di tutto.Sesso, droga, suicidi, omicidi, vomito, overdose, risse e tutto ciò che vi possa venire in mente e che a me, in questo momento, sfugge.

Tra tutte queste storie, quelle più affascinanti sono legate alla morte delle star e alla loro presunta resurrezione, solitamente, da ubicare in isole tropicali o posti assurdi che neanche il miglior Fantasilandia di anniottantiana memoria (chi non conosce, vada googleando).

Storie di sparizioni legate, in taluni casi, al desiderio di rimanere nel mito, nel tentativo di dribblare l’inevitabile era del declino; e, in taluni altri casi, legate alla necessità di far predere le proprie tracce a causa di controversie legali o economiche.

Tra tutte le storie di morte e resurrezione, la più affascinate e longeva, anche perché in continua evoluzione, è quella de P.I.D., il Paul Is Dead.

E il Paul di cui si parla è proprio il baronetto di Leverpool, Sir Paul McCartey dei Beatles, i Fab Four (O, come vedremo,  Fab Five..?)

La leggenda della morte di Paul McCartney nasce la notte del 12 ottobre 1969, quando Russell Gibb, speaker di WKNR, una radio di Detroit (MI), annuncia di aver raccolto, via telefono, la confessione di un non meglio specificato Tom che gli avrebbe confidato di essere a conoscenza della morte, avvenuta nel 1966, dell’allora bassista e voce dei Beatles.

Paul sarebbe morto a causa di incidente stradale, avvenuto alle 5:00 del mattino del 9 novembre di tre anni prima.

Ma i Beatles sono sempre in  quattro; infatti, il posto di Paul sarebbe stato occupato dal sosia William Stuart Campbell, attore scozzese, pressoché identico a Paul e reso fotocopia da pochi interventi di chirurgia plastica.

Ipotesi, in seguito, scalzata dal più attendibile Bill Sheppard, un ex poliziotto canadese, già dell’entourage della band, polistrumentista e cantante, dal talento cristallino, ambidestro e spesso utilizzato per permettere a Paul di depistare gli scalmanati fan.

A conforto della sua tesi, Tom segnala, come inconfutabili, numerosi indizi presenti nei dischi della band inglese, dal 1966.

Da quel momento, interminabili, si susseguono articoli di giornale, trasmissioni radiofoniche e televisive e libri sull’argomento.

Molti dichiarano di raccontare la verità vera sull’argomento. Alcuni convincono, altri meno.

Il risultato è che il popolo della musica Rock, e in particolare i fan dei Beatles, si spaccano in due raggruppamenti: Paul è vivo e suona in mezzo a noi; Paul è morto, è stato sostituito, e adesso c’è Faul.

E quando tutto sembra essere incanalato sui due binari paralleli della doppia ipotesi, ecco arrivare la terza via.

Ce la propone Consuelo Portoghese, autrice del libro “Seguendo Mr. Apollo”, uscito nel 2012.

In questo libro, l’autrice ci racconta la fusione di tutte e due le teorie: Paul è vivo, ma, tuttavia, dal 1966, convive con il suo sosia, sia per quanto riguarda la scrittura delle canzoni, sia per quanto riguarda la gestione delle uscite pubbliche.

Ma perché un sosia? Perché, nel 1965, cosa evidenziata dalla scrittura del brano Paperback Writer, Paul desidera farla finita con i Beatles; non ce la fa più.

Il suo abbandono avrebbe significato lo smantellamento della più imponente macchina fabbrica soldi degli anni ’60.

Né Brian Epstein, né George Martin né nessun altro coinvolto avrebbe potuto permettere questa catastrofe.

A conforto della sua tesi ci sono i post e gli indizi che Consuelo ha raccolto seguendo due tra i più popolari blog sulla P.I.D.: The King Is Naked e Nothing Is Real, in cui, tale Apollo C. Vermouth (pseudonimo utilizzato in passato dallo stesso McCartney), dissemina indizi fin troppo precisi e inconfutabili sull’argomento.

In questo caso, ad utilizzare lo pseudonimo già di proprietà di Paul, è Neil Aspinall, roadie dei Fabs prima e dirigente Apple poi.

Neil Aspinall che muore nel 2008, anno in cui sui blog viene divulgata la sua identità e anno in cui, infatti, Mr. Apollo smette di scrivere e lasciare tracce.

Leggere “Seguendo Mr. Apollo” e condividerne i contenuti, significa scegliere una teoria nuova, innovativa e, probabilmente, più scomoda di “è vivo”, “è morto”; significa attrarre su di sé lo scetticismo generale di chi, anche se affascinato dalle storie del rock, non ha il coraggio di spingersi così in là.

Consuelo, al contrario, ha lasciato il salvagente a riva ed è andata molto a largo; è partita a grandi bracciate dalla spiaggia del Poetto fino alle acque gelide della Manica e oltre.

Ha scritto un libro ricchissimo di particolari, di indizi, di prove, di risultati scientifici e di immagini che finiscono col farti chiedere: ”Come mai non ci ho pensato prima io?”.

E’ tutto così lampante; ecco spiegata quella sensazione di dubbio nel trovarsi di fronte a due persone differenti quando si guardano i video su Youtube o le foto su libri e riviste. Ma allora non siamo del tutto matti!

Eppure, l’ex avvocatessa di Cagliari non pretende di avere la verità rivelata e, per sua stessa ammissione, dichiara che la sua versione dei fatti potrebbe essere l’ennesima favola Rock che dura giusto il tempo della lettura del suo manoscritto.

Fatto sta che “Seguendo Mr. Apollo” è un libro che non può mancare nella libreria di chi si dichiara amante dei misteri del Rock e, in maniera più specifica, della leggenda del Paul Is Dead.

E, allora, cuffia e occhialetti, tuffatevi nelle pagine scritte da Consuelo e non abbiate paura di affogare; nella peggiore delle ipotesi, qualora il mare del Rock dovesse prendere il sopravvento, volete che non si trovi un sosia pronto a prendere il vostro posto?

Emanuele Dr. House
Radio Città Aperta

 

I link alle due puntate in cui Consuelo è stata nostra opite:

https://www.radiocittaperta.it/djmix/salve-sono-il-dottor-house-con-emanuele-lollobrigida-del-21-09-2017/

https://www.radiocittaperta.it/djmix/salve-sono-il-dottor-house-con-emanuele-lollobrigida-del-28-12-2017/