Recensione concerto Mama Marjas al Largo Venue del 20-2-2020

Non conoscendo bene Mama Marjas, una delle poche interpreti originali della black-music che abbiamo in Italia, ma avendo ogni tanto passato qualche suo brano durante le mie dirette radiofoniche,  con spirito di curiosità ieri sera sono andato alla prima data del suo tour italiano  a Roma al Largo Venue per vedere e sentire come sarebbe stata dal vivo.

Con tutte le possibilità che offre la tecnologia audio, oggi come oggi non  è per nulla scontato di ritrovare sul palco lo stesso artista e soprattutto la stessa voce che abbiamo ascoltato a casa (San Remo docet)

Devo dire che non sono rimasto per nulla deluso, le qualità canore e l’energia vitale che mi avevano trasmesso i suoi brani le ho ritrovate tutte, con in più la carica del live.

La Reina Mama Marjas è a suo agio sul palco: la sua incredibile voce e il suo corpo sono protagonisti, si diverte e fa divertire, intrattiene e dialoga con il pubblico in un misto di italiano e verace dialetto pugliese.

Ad un certo momento del concerto, mentre cantava con una voce rauca e bassa stile raggamuffin, vedendo il pubblico un po’ disattento, è stata lei stessa a chiedere simpaticamente più rispetto e riconoscimento, per le sue evoluzioni canore “original” e non taroccate come quelle di tante altre cantanti, vedi Ellettra Lamborghini più volte citata durante la serata (con mia grande sorpresa e piacere ho sentito dire ad un ragazzo vicino a me “Ma chi cazzo è Elettra Lamborghini?”).

Il confronto con altre artiste o pseudo tali, più impegnate a mostrare tette e culo che a cantare, è infatti un argomento che sta a cuore a  Mama Marjas. Come dimostra uno  dei suoi ultimi brani, tra i primi ad essere cantato nella serata di ieri,  “Come Nicki Minaj” : un’arringa contro quelle donne che fanno carriera nel mondo musicale vendendo il proprio corpo (e l’Anima) , senza possedere vere doti e senza fare gavetta.

Proseguendo con il concerto Mama Marjas , accompagnata dalle basi del fido ed esperto Dj Don Ciccio,  ha eseguito i suoi brani più conosciuti (non mi avventuro in una scaletta dettagliata perché potrei commettere errori)  portandoci nei suoi territori musicali che spaziano  dal reggae, con numerosi e rispettosi omaggi alla leggenda Bob Marley, alle ritmiche africane passando per i Caraibi.  Una miscela di atmosfere che è anche un messaggio di apertura mentale e di accoglienza di culture differenti portatrici di una bellezza della quale è molto facile innamorarsi. La musica, almeno lei, non ha confini ed è sempre stata e sempre sarà una continua contaminazione, alla faccia di chi vuole i porti chiusi o i muri entro cui chiudersi (sai che palle).

In conclusione Mama Marjas è un’artista rara nel panorama italiano così chiuso in se stesso (poveri noi), che se ne fotte di inseguire le mode a tutti i costi e che porta avanti orgogliosamente e con professionalità la sua personale ricerca musicale. Può anche non piacere, e anche a me non sempre mi convince, come è normale che sia per ogni cantante-gruppo dalla preistoria ai nostri giorni, ma sposa appieno la mia idea, e quella di Radio Città Aperta, di una musica di qualità, antirazzista, antisessista e di respiro internazionale.

Dave Wans

 

 


							 
							 
													

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