“Ora”, il nuovo video di Giovanni Lindo Ferretti che fa riflettere sulla nostra condizione attuale

… connessi, tracciabili, asettici

comunichiamo solitudini 

moleste e sovraesposte…

di Skatèna

Nel pomeriggio di ieri Giovanni Lindo Ferretti ha pubblicato a sorpresa su YouTube il video di Ora, il suo nuovo brano che usa la base di La lune du Prajou dei C.S.I. per raccontarci la situazione attuale in cui siamo costretti a stare chiusi nelle nostre case in quarantena.

Ecco il video di Ora:

Ora somiglia molto a un canto liturgico, il cui testo è proferito da un Ferretti che sembra quasi vestire i panni di un prete (si badi che l’ex CCCP e C.S.I. da anni fa vita da eremita a Cerreto Alpi – un paesino sperduto in mezzo alle montagne Emiliane).

  • Sembra di essere in una chiesa di paese, con l’atmosfera austera e sacrale, l’odore della campagna intorno, la giusta eco. E il suo timbro inconfondibile, che a cappella taglia l’aria: preciso, composto, puntuale. “Un tempo sconosciuto / stagnante nel regno dell’accelerazione”. E però, dopo aver pronunciato “sconosciuto”, incontra come un’incertezza, un istante d’esitazione. Poi, appunto, dice “stagnante”, e nel farlo la voce improvvisamente gli si flette, sale e si sporca, stona dalla linea che seguiva. Eccolo, il solito punkettone che non riesce smentirsi neanche dentro quello che sembra, a tutti gli effetti, un canto religioso. (Rolling Stone Italia)

Dopo che Ferretti ha “recitato” i versi di Ora, parte la base di La lune du Prajou, una strumentale oscura e notturna tratta dall’album dei C.S.I. Ko de mondo del 1994. Su questa base Ferretti sceglie di non parlare più, lasciando dunque spazio, oltre che alla musica, alla riflessione, mentre nel video scorrono le immagini in bianco e nero del paesino in cui vive con le strade deserte (in giro ci sta solo un cane).

Alla fine del brano, Ferretti ci lascia con queste parole:

Senza lavoro, senza liturgia / la stagione picchia duro. / Prudenza e fortezza / in buona compagnia

Il video di Ora è stato postato poche ore fa da Gianni Maroccolo sulla sua pagina facebook, accompagnato dalla didascalia “mancavi… “:

 


CHIUDI
CHIUDI