“L’isola non trovata” di Francesco Guccini compie 49 anni

… però quell’isola non c’era e mai nessuno l’ha trovata
svanì di prua dalla galea come un’idea.
Come una splendida utopia è andata via e non tornerà mai più… 

di Skatèna

Il 5 dicembre 1970, in un momento in cui la protesta giovanile dilagata in tutto il mondo stava prendendo la strada delle ideologie politiche, Francesco Guccini rilasciava il suo terzo album “L’isola non trovata”, un lavoro che riproponeva vigorosamente le grandi domande sulla vita.

La copertina de L’isola non trovata.

Formazione

  • Francesco Guccini – voce
  • Deborah Kooperman – chitarra acustica
  • Franco Mussida (PFM) – chitarra
  • Victor Sogliani (Equipe 84) – cori
  • Maurizio Vandelli – sitar in Asia
  • Gigi Rizzi – chitarra elettrica
  • The Pleasure Machine
    • Vince Tempera – pianoforte, tastiera
    • Ares Tavolazzi – basso
    • Ellade Bandini – batteria
  • Da questo album in poi appare il futuro nucleo della “band” gucciniana: il pianista Vince Tempera, il bassista Ares Tavolazzi, il batterista Ellade Bandini, tre ottimi musicisti. E si sente: anche se c’è ancora qualche ingenuità (es. il “moog” esagerato che sfigura “La collina”), il suono rispetto all’album precedente è molto più gradevole. Ma è chiaro che si tratta del classico disco “da leggere” più che da ascoltare, e in questo senso è uno dei migliori che i nostri cantautori ci abbiano mai regalato. (Grasshopper)
  • L’isola non trovata, album illuminato dai numerosi riferimenti letterari e particolarmente importante nella produzione di Guccini, poiché segna l’inizio della collaborazione con alcuni musicisti che lo accompagneranno a lungo nella sua carriera (Vince Tempera, Ares Tavolazzi ed Ellade Bandini). La chitarra di Guccini, il suo accento e la sua “erre” accompagnano con la solita intimità gli episodi musicali di questo disco dove spesso, come si diceva, la musica non è solo musica e la parola è suono. (ondarock)

Di seguito, Guccini canta L’isola non trovata a Piazza Maggiore a Bologna nel 1982 davanti a 150.000 persone: il testo della canzone, che prende spunto dalla poesia La più bella di Guido Gozzano, dà il titolo all’album de quo e lo “racchiude” idealmente (il brano è stato diviso in due parti, una posta all’inizio e una alla fine del volume): con essa il cantautore modenese vuole indicarci quella realtà misteriosa che è continuamente cercata dagli uomini di tutti i tempi, cui tutta l’esistenza rimanda e cui il cuore da sempre anela…