L’album “Led Zeppelin IV”: capolavoro senza nome

And if you listen very hard
The tune will come to you at last
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll
And she’s buying the stairway to heaven

di Skatèna

L’8 novembre 1971 i Led Zeppelin rilasciavano per la label Atlantic il loro quarto album Led Zeppelin IV, anche denominato Zoso.svgFour Symbols e The Fourth Album, e variamente indicato come UntitledRunesSticksZoSo, The Hermit o, più semplicemente, IV.

  • Il quartetto [realizzò] la propria opera più completa, eclettico amalgama di stili e influenze, in grado di mettere tutti d’accordo, e di spalancare le porte dell’eternità artistica ai suoi autori. “IV” è il perfetto album di intrattenimento rock, ideale per una generazione che iniziava a lasciarsi alle spalle l’utopia libertaria dei Sixties, ed eccellente antidoto alla crisi sociale dei Seventies con il suo immaginario di fuga e la sua musica dinamitarda ed esoterica. (storiadellamusica)

Registrato a Londra, tra gli studi Island e Olympic, dopo un remissaggio alquanto lungo e laborioso, Led Zeppelin IV venne pubblicato in ritardo di quattro mesi, ma fu uno degli album di maggior successo commerciale della storia della musica rock, con oltre 10 milioni di copie vendute nei soli USA, nonostante il suicidio commerciale paventato dall’Atlantic Records e nonostante la copertina “anonima”. Ma fu anche l’ultimo trionfo di Page e soci, considerato che dopo di esso il “Dirigibile” iniziò la sua parabola discendente.

  • Otto brani, in cui lo stile dei dischi precedenti viene ripreso, ma arricchito con nuove sonorità: hard-rock, blues, country-folk e suoni che evocano fantasie mistiche ed esoteriche, si riversano letteralmente in uno storico volume musicale, quasi una summa definitiva dell’intero repertorio zeppeliniano. (ondarock)

Il materiale, già abbozzato nel dicembre del 1970 presso gli Island Studios di Basing Streets, fu perfezionato quando il gruppo si trasferì nella casa rurale di Headley Grange, come avvenuto già per le registrazioni di Led Zeppelin III: le incisioni si svolsero, dunque, in un clima molto sereno e rilassato, e vennero effettuate nello studio mobile dei Rolling Stones (arrivato una settimana dopo l’insediamento del gruppo), allora guidato da Ian Stewart, manager dei Rolling Stones e pianista boogie woogie.

 

Di seguito, Stairway to Heaven, la quarta traccia dell’album, suonata dal vivo dai Led Zeppelin durante un concerto: considerata una delle rock songs più belle in assoluto, è a tutt’oggi una delle più richieste dalle stazioni radio negli USA nonostante non sia mai stata pubblicata come singolo.

Il brano, divenuto l’inno per antonomasia dei Led Zeppelin, fu abbozzato musicalmente da Page già nel marzo del 1971 (con una prima assoluta alla Ulster Hall di Belfast), e in seguito fu ultimato da tutti e quattro gli Zeppelin, anche se non verrà mai inciso su 45 giri nonostante le pressioni dei discografici. Il testo di Plant si ispira alla letteratura fantastica celtica e in particolare ai miti contenuti nel libro di Lewis SpenceMagic Arts in Celtic Britain

La copertina di Led Zeppelin IV è considerata la più sofisticata tra quelle realizzate dalla band, che per spiegare l’idea del ciclo naturale della vita, decise che sulla stessa fosse raffigurato un muro consumato dal tempo, con in primo piano una vecchia cornice con la fotografia di un contadino piegato sotto il peso di un fascio di legname: l’uomo si sorregge con un bastone e rivolge il suo sguardo serio a noi che lo guardiamo. Quest’immagine era un autentico dipinto ad olio che Plant aveva acquistato tempo prima in un un negozio di antiquariato a Reading, Inghilterra. Dietro il muro, si scopre il retro della copertina: il paesaggio scarno e grigio di una grande periferia urbana, dove regnano desolazione e silenzio: si tratta di Ladywood, moderno quartiere di Birmingham, con il nuovissimo (all’epoca) grattacielo di Salisbury Tower. In un’intervista del 1981, Page spiegò che la cover rappresenta la semplicità e l’armonia del passato rovinati da un presente distruttivo. 

Dalla copertina, dove non vi è indicato né nome, né titolo, evitando ogni riferimento alla band, in forte contrasto con i dettami del marketing musicale dell’epoca, si comprende subito come i Led Zeppelin abbiano voluto riaffermare il loro rifiuto di ogni elemento extra-musicale, in aperta polemica con la stampa britannica che aveva ironizzato sulla loro condotta da agiate rockstar. (cit: ondarock)