John Carpenter, il maestro dell’horror che ama il synth e compone colonne sonore

Quando puoi connettere tutto, hai il film di fronte a te e i synth e una certa gamma di suoni, quello è il vero divertimento.

Mi sono sempre piaciute moltissimo le colonne sonore sia di Ultimatum Alla Terra che de Il Pianeta Proibito, che erano puramente elettroniche e per l’epoca erano rivoluzionarie. Hanno usato il theremin per Ultimatum Alla Terra, ma ne Il Pianeta Proibito c’erano solo loop pazzoidi e altra roba elettronica.

di Skatèna

Compie 72 anni oggi John Howard Carpenter, cineasta noto anche per aver delineato un percorso sonoro autonomo e di enorme influenza dentro e fuori il territorio della musica per il cinema.
I suoi film, che spesso celebrano personaggi di estrazione proletaria, dei veri e propri anti-eroi in aperto contrasto con le istituzioni, e per questo fortemente critici nei confronti della società capitalistica americana, hanno colonne sonore spesso realizzate mediante sintetizzatore, la maggior parte delle volte composte da lui stesso, oppure in collaborazione con altri musicisti.
Tra i suoi film più famosi ricordo Distretto 13 – Le brigate della morte (1976), Halloween – La notte delle streghe (1978), 1997: Fuga da New York (1981), La cosa (1982), Christine – La macchina infernale (1983), Essi vivono (1988) e Il seme della follia (1994).
Da un’intervista riportata su www.indie-eye.it:
  • Mr Carpenter, lei è uno dei primi filmaker che ha esplorato in modo sistematico le possibilità compositive di una partitura completamente elettronica nel cinema contemporaneo. I suoi interessi musicali includono un raggio molto ampio di influenze, dalla Black music al blues, fino al minimalismo e alla musica concreta. Quando ha cominciato a comporre musica per i suoi film, che idea aveva riguardo al suono che avrebbe voluto ottenere?
  • Ho sempre amato il suono della musica elettronica fin da quando ho cominciato ad ascoltarla nel 1960; credo però che la prima influenza sulla mia musica sia ancora precedente, intorno al 1956. La colonna sonora per Forbidden Planet, completamente elettronica, fu assolutamente innovativa. Posso ancora ascoltarla oggi e percepire le sensazioni di un ragazzino di 8 anni che va al cinema. Quando ho cominciato a comporre colonne sonore, volevo ottenere qualcosa che potesse suonare in modo imponente e che allo stesso tempo fossi in grado di riprodurre su una tastiera. L’idea di poter suonare archi, fiati o un contrabbasso attraverso l’uso di una tastiera era assolutamente incredibile. La prima colonna sonora che ho composto è quella per Dark Star, se escludiamo le musiche che ho composto per i miei primi film quando studiavo alla USC Cinema School. Dark Star è stata composta ed eseguita su un synth molto rudimentale in un appartamento di San Fernando Valley. Tutto quello che volevo ottenere era una partitura semi orchestrale, per lo meno nel formato.

John Carpenter ha fatto parte anche della band The Coupe Devilles la cui musica si può ascoltare in Grosso Guaio A Chinatown. 

I synth sono trascendenti, sai che il suono che stai sentendo è elettronico, vero, lo sai. Ma se puoi renderlo musicale, se puoi arrangiarlo in modo da farlo sembrare orchestrale, allora ha qualcosa in più. E può racchiudere in sé un forte elemento di disagio. […]  Per anni ho usato il Korg Triton. Mi piaceva moltissimo perché potevi farci un sacco di bei suoni. Era semplice da usare. Ora uso Logic Pro sul computer, che adoro. Una libreria di suoni enorme, è molto divertente da usare.

A volte ascolto la techno, la trovo estremamente interessante.

Riascolta il podcast della trasmissione La coscienza di uno speaker con Alessandro Anello, con una puntata interamente dedicata a John Carpenter 

https://www.radiocittaperta.it/podcast/la-coscienza-di-uno-speaker-con-alessandro-anello-del-13-12-2019/

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