Il debutto di “Tommy” al Rainbow Theatre di Londra (1972)

So che non mi crederà nessuno, ma io sto davvero pensando di scrivere un’opera rock che abbia per protagonista un giocatore di flipper sordo, muto e cieco. Non sto scherzando, anche se per ora è solo un’idea che ho in testa. Non c’è niente di definito. (Pete Townshend – 1968)

di Skatèna

Il 9 dicembre 1972 debuttava al Rainbow Theatre di Londra l’opera rock Tommy degli Who. Con il gruppo al completo sul palco fu presente anche un nutrito cast di ospiti: Rod Stewart, Steve Winwood, Ringo Starr e Richie Havens, tutti accompagnati dalla London Symphony Orchestra diretta da David Measham.

Tommy è il quarto album degli Who. Pubblicato nel 1969, originariamente su doppio vinile, raggiunse il secondo posto della classifica inglese e il quarto in quella statunitense.

È la prima opera rock della storia elaborata come tale, anche se è stata preceduta da due “prototipi” (The Story of Simon Simopath del gruppo britannico Nirvana e S.F. Sorrow dei Pretty Things); è, insieme a Quadrophenia, una delle due rock opera degli Who. Dall’album è stato successivamente tratto il film Tommy diretto da Ken Russell.
Quando il disco fu pubblicato, la critica si divise tra quelli che lo reputavano un capolavoro e quelli che invece pensavano si trattasse di mero sfruttamento commerciale di tematiche serie come la disabilità e le molestie sessuali su minori. L’album venne messo al bando dalla BBC e da alcune stazioni radio americane per i velati riferimenti alla pedofilia e alle droghe.L’opera riscosse però un enorme successo presso il pubblico, e complici le frequenti esecuzioni dal vivo dei brani del disco da parte degli Who negli anni seguenti, elevò la band al rango di superstar del rock donandole visibilità a livello internazionale.
Tommy parla della storia di un ragazzo nato alla fine della prima guerra mondiale che diviene sordo, cieco e muto a causa dello shock subito in seguito all’omicidio dell’amante della madre da parte del padre, aviatore britannico al ritorno dal fronte. I genitori di Tommy, che assiste alla scena dietro allo specchio, dicono al bambino di non dire, vedere e sentire nulla, per cui quest’ultimo, traumatizzato, diventa muto, cieco e sordo (infatti See Me, Feel Me, Touch Me, Heal Me sarà il leitmotiv del disco). A peggiorare la situazione subentrano nella sua vita le violenze sessuali da parte dello zio e gli atti di bullismo del cugino, personaggi che approfittano del suo stato visto che non può né urlare né lamentarsi. Ogni cura ed ogni tentativo di riportarlo alla normalità sono vani fino a quando Tommy si scopre “mago del flipper” e diviene perciò ricco e famoso. Un dottore ritiene che l’unico modo per comunicare con Tommy sia attraverso uno specchio, la madre non vuole credergli e distrugge lo specchio di casa. Paradossalmente questo evento rende Tommy libero e gli fa riacquistare tutti i sensi, facendolo tornare un bambino normale.