I “Fratelli Chimici” quest’estate in Italia con tre date: tutte le info e qualche curiosità sulla loro storia musicale.

Tom Rowlands e Ed Simons, ossia i Chemical Brothers, tornano in Italia quest’estate con i loro spettacolari live sets. Tre le date in calendario: sabato 16 giugno all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), giovedì 19 luglio al Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle e venerdì 20 luglio all’Ippodromo SNAI – San Siro di Milano. I biglietti sono disponibili online su Ticketone e, per quanto riguarda il concerto che si terra’ a Roma, anche sul sito di Rock in Roma http://www.rockinroma.com/, oltre che nei punti vendita Ticketone, Vivaticket, BoxOffice Lazio ed ETES.

Info piu’ dettagliate le potete trovare sul loro sito ufficiale http://www.thechemicalbrothers.com/, nonche’ sull’evento facebook https://www.facebook.com/events/850674721780243

I Fratelli Chimici, come amavano chiamarli simpaticamente alcuni mie amici all’epoca in cui la loro musica spopolava ancor piu’ che ora, sono un duo britannico di musica elettronica, che assieme a Prodigy, Fatboy Slim e Crystal Method, furono tra i pionieri del big beat (chiamato anche, e proprio in loro onore, chemical breaks).

GLI ESORDI

Ed Simons, londinese classe 1970, appassionato oltre che di musica, anche di aeroplani, ha da sempre avuto una predilezione per il groove e l’hip hop, e da adolescente  ascoltava i New Order e gli Smiths.

Tom Rowlands, classe 1971 ed originario di Kingston upon Thames, era appassionato, oltre che di cultura scozzese e cornamuse, anche di generi musicali come il 2 tone ska e l’elettronica di Kraftwerk, New Order e Cabaret Voltaire.

I due si conobbero all’Università di Manchester e furono attratti dalla scena musicale dell’epoca, nota come “Madchester”. Cominciarono a lavorare come DJ in un club chiamato Naked Under Leather (posto nel retro di un pub) nel 1992 proponendo techno, house e hip hop. All’epoca si facevano chiamare The Dust Brothers, in relazione ai già noti Dust Brothers, famosi per aver collaborato con i Beastie Boys. Nel 1995, pero’, furono costretti a cambiare nome in “Chemical Brothers” a causa della loro crescente fama e delle minacce di azioni legali da parte dei reali Dust Brothers.

Dopo qualche tempo, non trovando più pezzi hip hop strumentali da utilizzare nei loro DJ set, decisero di creane di propri. Usando un impianto stereo Hitachi, un computer, un campionatore e una tastiera, registrarono Song to the Siren distribuita dalla label Junior Boy’s Own nel 1993.

Nel tardo 1993, i Dust Brothers completarono la realizzazione dell’EP 14th Century Sky, pubblicato nel 1994, in cui era contenuta la storica Chemical Beats, che stabilì il genere del duo come musica big beat, genere più tardi abbracciato anche da Fatboy Slim e molti altri.

Nel 1994, i Dust Brothers divennero DJ resident nell’Heavenly Sunday Social Club di Londra, e tra i vari remix a cui lavorarono, due in particolare, Jailbird dei Primal Scream e Voodoo People dei Prodigy, ottennero passaggi televisivi nel programma The Party Zone su MTV Europe nel 1995.

Ragazzi all’Heavenly Sunday Social Club di Londra negli anni ’90.

Nel marzo 1995, i Dust Brothers iniziarono il loro primo tour internazionale toccando gli Stati Uniti, dove suonarono con Orbital e Underworld, e l’Europa partecipando al alcuni festival. In questo periodo i  veri Dust Brothers minacciarono di intraprendere un’azione legale per l’uso del loro nome; Rowlands e Simons decisero quindi di chiamarsi “The Chemical Brothers” riprendendo il nome del loro maggior successo, “Chemical Beats”.

Nel giugno 1995 pubblicarono il loro quarto singolo, il primo come “The Chemical Brothers”, Leave Home. Fu pubblicato dalla Junior Boy’s Own, e fu il preludio all’uscita dell’album di debutto Exit Planet Dust (il titolo si riferiva ovviamente al loro cambio di nome) sotto etichetta Freestyle Dust/Junior Boy’s Own.

Spesso i Chemical Brothers facevano da “gruppo spalla” ai concerti degli Oasis, anche se non mancarono occasioni in cui Noel Gallagher discusse con loro a causa del loro tipo di musica “diverso” da quelli che erano  i suoi, a mio gioudizio, noiosi  e scontati canoni. Comunque sia, Noel Gallagher apprezzo’ Exit Planet Dust, anzi chiese di poter cantare in una loro canzone. E cosi’ fu, infatti il duo lavorò su un pezzo ritenuto adatto ad avere una parte vocale: Setting Sun pubblicata nell’ottobre 1996.

E se quelli che vi ho sopra raccontato furono i fantastici esordi dei Chemical Brothers, vediamo come la sottoscritta si avvicino’, anni fa, alla loro musica. Ebbene, io li ho conosciuti per la prima volta ascoltando su una musicassetta di un amico Block Rockin’ Beats, tratta dall’album del 1997 Dig Your Own Hole: fu amore “a primo udito”! Essa utilizza un sample vocale da Schoolly D e ha vinto, tra l’altro, anche un Grammy Award alla miglior performance rock strumentale.

Altro loro pezzo di cui vado matta, un classicone ormai, e’ Hey Boy Hey Girl, il cui testo minimale ripete ossessivamente Hey girls Hey boys Superstar DJ’s Here we go (chissa’ perche’ per anni avevo capito SUBSTANCE DJ’S invece di Superstar Dj’s ), facente parte del loro terzo album del 1999 Surrender e coverizzato dai nostrani Bud Spencer Blues Explosion nel 2009.

Ecco la versione originale

Ed ecco la cover dei Bud Spencer Blues Explosion

Uno dei loro video che mi ha colpito e’ Out Of Control, terzo singolo estratto sempre da Surrender. Vi hanno collaborato Bernard Sumner dei New Order alla voce e alla chitarra, con le voci di fondo di Bobby Gillespie dei Primal Scream. Il riff di basso è esplicitamente ispirato da She Has a Way di Bobby Orlando.

Il video musicale, diretto da W.I.Z., inizia con un messaggio di speranza e di lotta, una voce fuori campo che dice:

Compañeros, nuestra ruta ya no es la del miedo. Es una revolución humana, una invitación para aquellos que no quieren escuchar. Nuestra camino es la liberación ante una insaciable globalización que quiere vernos morir en un desierto de soledad“.

Le immagini si riferiscono al conflitto messicano tra il governo e l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), movimento armato clandestino attivo dai primi anni ‘90, di stampo anticapitalista, libertario e indigenista, attivo in Chiapas, lo Stato più meridionale ed uno dei più poveri del Messico, il cui portavoce e’ stato il subcomandante Marcos.

Nel video i protagonisti, interpretati da Isabel Rosario Dawson e Michel Brown, sono due amanti ribelli che preparano una molotov ed eludono l’esercito grazie alla bellezza della Dawson. Una volta tirata la molotov contro l’esercito, la sequenza appare su uno schermo tv, risultando essere lo spot (fortemente sensuale e sessista) della bevanda “Viva-Cola”. La camera da presa si sposta all’esterno di un negozio di elettronica, prima che vengano spaccate le vetrine da coloro che sono i veri ribelli. Il ragazzo che infrange la vetrina dove passa lo spot ha una canotta con la scritta “It’s the real thing” che ricorda la storica pubblicità della Coca-Cola. Il video termina con una notte di guerriglia, scontri e disordini riprese da una telecamera a spalla.

Dopo diversi anni di assenza, i Chemical Brothers sono tornati nelle radio nel 2015 con Go, brano musicale che ha anticipato l’uscita del loro ottavo album in studio, Born in the Echoes, per la label Virgin EMI, che qui vi presento nella sua edizione deluxe di 15 tracks.

Buon Flusso di Musica a tutti.

Para Todos Todo, nada para nostro.

(Karol aka Skatena)