“Giorgio By Moroder”, l’omaggio dei Daft Punk a uno dei padri della musica elettronica

Oggi è il compleanno di Giovanni Giorgio Moroder, leggenda, paladino e pioniere della dance mondiale, colui che più di chiunque altro ha influenzato la musica elettronica essendone al tempo stesso innovatore e fondatore.

Lo festeggiamo proponendovi l’ascolto di Giorgio By Moroder, la traccia che i Daft Punk gli hanno dedicato, in cui vi è la voce dello stesso Moroder registrata durante un’intervista in cui parla di sé e del suo sogno (che si è splendidamente avverato) di diventare un grande compositore e musicista.  Questa collaborazione costituisce un “premio” alla sua carriera in musica ed è contenuta nell’album Random Access Memories (Daft Life-Columbia, 2013) dei Daft Punk (vincitori dei più importanti Grammy Awards nell’edizione 2014).

https://youtu.be/ouopntth4sg

Il testo è da brividi…

When I was fifteen, sixteen when I started really to play the guitar

I definitely wanted to become a musician

It was almost impossible because the dream was so big

I didn’t see any chance because I was living in a little town, I was studying.

And when I finally broke away from school and became a musician

I thought “well I may have a bit of a chance”

Because all I every wanted to do is music but not only play music

But compose music.

At that time, in Germany, in 1969-70, they already had discotheques

So I would take my car and go to a discotheque and sing maybe 30 minutes

I think I had about 7-8 songs.

I would partially sleep in the car

Because I didn’t want to drive home and that help me for about almost 2 years

To survive.

In the beginning,

I wanted to do a album with the sound of the 50s, the sound of the 60s, of the 70s

And then have a sound of the future.

And I said: “Wait a second?

I know the synthesizer, why don’t I use the synthesizer which is the sound of the future.”

And I didn’t have any idea what to do but I knew I needed a click so we put a click on the 24 track

which was then synch to the moog modular.

I knew that it could be a sound of the future but I didn’t realise how much impact it would be.

My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio.

You want to free your mind about a concept of harmony and of music being correct,

You can do whatever you want.

So nobody told me what to do,

And there was no preconception of what to do.

Moroder, origini sudtirolesi, nasce ad Ortisei (Trentino Alto Adige) il 26 aprile 1940.
Impara a suonare la chitarra da adolescente e scrive ben presto brani per diverse band di cui spesso è la voce principale.
Verso i 20 anni si reca in Germania per presentare i suoi pezzi nelle discoteche della Baviera, dove si esibisce dal vivo con i suoi gruppi. Nel ’67 si trasferisce a Berlino Ovest, avvantaggiato dalla conoscenza del tedesco (in Alto Adige è studiato come l’italiano), e decide di non suonare più in tour ma di dedicarsi principalmente alla scrittura di testi e di demo per se stesso e per altri.
Nel ’71 si trasferisce a Monaco di Baviera per poco meno di un anno, per poi andare negli Stati Uniti. Qui, influenzato dalla “Disco-Music”, diventa il Deus ex Machina della musica elettronica e grazie ad un superbo utilizzo del Synt, in particolare del Moog Modular, arriva a creare suoni nuovi, futuristici e melodie perfette per la divina Donna Summer, divenuta vocalist di fama planetaria proprio grazie a lui.

Il loro primo singolo di successo è Love to love you baby (Casablanca, 1975).

Altro successo della coppia Moroder/Donna Summer è I Feel Love (1977), singolo tratto dall’album I Remember Yesterday. Destinato a scalare le classifiche di molti paesi, il brano è citato fra i più influenti in assoluto per gli sviluppi dell’elettronica. A differenza di molti brani disco music dell’epoca, I Feel Love viene realizzato componendo prima il sottofondo, la linea di basso e successivamente la melodia. La voce di Donna Summer e delle coriste si integra meravigliosamente in una continua scala di armonie sintetizzate, con una cassa quasi impercettibile.

Nel 1978, Moroder produce l’album Midnight Express (Fuga di mezzanotte), contenente la soundtrack per il film omonimo, che gli vale l’Oscar.

Negli anni ’80, proprio grazie alla sua capacità di ritmare in maniera nuova ed innovativa le sue canzoni e all’utilizzo di suoni “futuristici”, Moroder conquista la fiducia di diversi produttori cinematografici che gli commissionano le colonne sonore di film divenuti cult, come Scarface di Brian de Palma, La storia infinita di Wolfgang Petersen, American Gigolò di Paul Schrader, Flashdance di Adrian Lyne e soprattutto Top Gun di Tony Scott con Tom Cruise.

Numerosi gli artisti che hanno voluto collaborare con lui: Queen, Eurythmics, Elthon John, Mr. Big, David Bowie e molti altri

Con la rinascita della figura del DJ, avvenuta a fine anni ’90, e dello sdoganamento della stessa come semplice “fruitore di musica”, Moroder si è dedicato a sontuosi DJ Set prodotti e suonati dal vivo.

Intervistato dalla rivista Rolling Stone nel 2017, alla domanda “è vero che continui a controllare regolarmente tutte le più importanti classifiche di musica pop?”, lui ha così risposto:

“Sono obbligato, bisogna essere aggiornati se si vuole stare nel giro. Non è che ascolto musica tutto il giorno, chiaro, però diciamo che monitoro le top-ten, per esempio quella di Billboard. A casa normalmente non ascolto musica, non ho neanche una radio, ma almeno una volta alla settimana mi siedo in salotto da solo con le mie cuffie e ascolto tutte canzoni in classifica dalla numero uno alla cento. Mediamente ce ne sono sempre dalle cinque alle dieci nuove. E poi mi tengo informato per capire che cosa si muove a livello musicale in posti diversi come l’America, l’Inghilterra, l’Italia, la Germania, il Giappone. Più che altro guardo tutti i video, perché sinceramente mi ricordo i pezzi di più per la parte visuale che per quella musicale. Mi restano più impressi ed è più semplice per me memorizzarli.”

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