G7: il fallimento inevitabile e la repressione preventiva – Contropiano

Appare davvero sconcertante che la maggior parte degli analisti e dei commentatori si stupisca – o addirittura si lamenti – per il fallimento totale del recente G7 di Taormina.

Eppure i presupposti c’erano tutti e assai evidenti, incubati negli scorsi anni e sulla base del fallimento di altri organismi internazionali come il WTO o dei trattati multinazionali come il TTIP.

Fino a che il mondo era dominio incontrastato di una superpotenza egemone, gli Stati Uniti, l’allora G8 – poi mutilato della presenza della Russia su accordo di Usa e Ue – era di fatto improntato ai diktat dell’inquilino della Casa Bianca al quale, al massimo, i vari rappresentanti dei paesi satellite o subalterni chiedevano qualche prebenda, qualche deroga, qualche privilegio all’interno di una spartizione delle risorse e dei mercati che andava indiscutibilmente a vantaggio di Washington.

Ora, in un mondo animato dalla competizione globale tra poli imperialisti, potenze regionali e internazionali di vario tipo ed in concorrenza aperta, è impossibile che si trovi un equilibrio tra progetti, interessi, egemonismi diversi quando non opposti e irriducibili…

di Rete dei Comunisti – Continua su Contropiano.org