Franco Battiato: il significato di “E ti vengo a cercare”

Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.

E Ti Vengo A Cercare è il brano portante di uno dei migliori album di Franco Battiato, Fisiognomica del 1988.
Lavoro che rappresentò un inaspettato ritorno del cantante siciliano alla musica leggera, dopo averla momentaneamente abbandonata a favore dell’opera lirica, nel quale riuscì a coniugare l’accessibilità e il piacere del pop con una serie di significati profondi e di suggestioni che non possono lasciare indifferente anche l’ascoltatore più superficiale.

La splendida cover dei C.S.I. , eseguita ad Alba nel 1996 durante un concerto in omaggio a Beppe Fenoglio:

Il brano è stato utilizzato anche da Nanni Moretti nel suo film del 1990 Palombella rossa.

A differenza degli album precedenti, Fisiognomica si presentò come un disco decisamente meno commerciale, introspettivo e spirituale, con influenze arabeggianti e di musica classica, con la partecipazione in alcuni brani di un soprano e la presenza di cori.

In particolare in E ti vengo a cercare, come in tutte le composizioni di Battiato in questa sua fase artistica, ogni verso e citazione sono una suggestione e un rimando che può condurre in diverse direzioni.

Quella proposta di seguito è una delle tante interpretazioni che ho scovato navigando per il web, ma non pretende di essere la migliore né tanto meno l’unica. Qui, la ricerca di cui parla Battiato é diretta agli altri come comunità di persone, più che all’anima gemella che dovrebbe completarci. Quindi, non è detto che l’anima gemella sia semplicemente un partner, come nell’interpretazione più comune, ma essa potrebbe essere anche il Maestro, la guida spirituale verso la vera conoscenza. 

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Ogni persona esiste solo in relazione agli altri, solo nel riflesso e nella nostra immagine vista degli altri diventiamo reali.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Non si tratta di un concetto originale, tutti ne siamo consapevoli inconsciamente, anche se lo dimentichiamo o non sappiamo esprimerlo, ma è già scritto nell’ordine del mondo. E da questo nasce l’avvicinamento, anche sensuale, tra le persone. Nessuno può vivere solo, come ricordava anche Paul Eluard.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
L’unica alternativa non può che essere radicale, la rinuncia a sé, l’eremitaggio totale, la separazione dal mondo e dalla vita stessa, come logica conseguenza.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Quanto è più naturale il desiderio di accostarsi agli altri, il piacere di ascoltare e di capire il mondo fatto di persone, anche e soprattutto se vengono da una storia comune.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Ritorna anche qui l’invettiva che già aveva percorso altri brani di Battiato (come Bandiera bianca) e che poi sarà sviluppata in un altro brano famosissimo, Povera Patria. Qui è però universale, non rivolta solo al nostro paese, e non distoglie dall’obiettivo principale:
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
il miglioramento individuale, espresso in questa strofa.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
Un miglioramento che, lo ribadisce la strofa finale, non può che essere un movimento collettivo, di persone in relazione continua tra loro, che si completano a vicenda.

Battiato ha spiegato che il brano in questione è in realtà rivolto alla sfera del divino. Queste le sue testuali parole: “Divini sono, per chi ama, anche una donna o un uomo, a seconda dei casi. Però la tendenza è verso un essere superiore. C’è anche il tema dell’emancipazione dalle passioni che fa pensare a qualcosa di divino, così come anche la ricerca dell’essenza”.
Il “cercare l’uno al di sopra del bene e del male” è concetto riferibile all’idea, di matrice mistica, che l’essere umano debba, per realizzarsi, superare la condizione di dualità nella quale vive (yin e yang, luce e buio, ecc.) e puntare all’unità interiore.