Cult anni ’80: “Take On Me” degli a-ha

Take on me (take on me)
Take me on (take on me)
I’ll be gone
In a day or two

di Skatèna

Dite la verità: avete letto i versi dell’incipit di questo articolo cantando. E non me ne meraviglierei, visto che quella di cui mi accingo a parlare è stata una grande pop hit negli anni Ottanta che ancora oggi continua a splendere di luce propria.

Nel 1984 i norvegesi a-ha pubblicarono per la Warner Bros Records Take on me, loro prima canzone nonché singolo di maggior successo dal genere synth pop/new wave, che anticipò l’album Hunting High and Low e che raggiunse grande popolarità tra il 1985 e il 1986, svettando non solo nelle classifiche dei singoli più venduti in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Canada.

Originariamente Take on me si chiamava Lesson One, aveva un diverso sound (ma lo stesso inconfondibile riff della tastiera che la caratterizzerà in seguito) e faceva parte del repertorio dei The Bridges, la band originaria di Paul Waaktaar-Savoy Magne Furuholmen prima di conoscere Morten Harket, che sarebbe divenuto il leader storico degli a-ha dal 1982 (anno di formazione della band e più precisamente dal 14 settembre 1982, giorno del suo compleanno).

Per Take on me, gli a-ha vennero inizialmente affiancati in studio dal produttore esperto di musica elettronica Tony Mansfield. Ad ispirare la prima versione della canzone furono nientepopodimeno che i Doors, come ebbe a raccontare Furuholmen alla rivista Rolling Stone:

  • Ray Manzarek è stato estremamente influente; ha portato la musica classica nel pop. Il suo modo quasi matematico, ma molto melodico e strutturato di suonare la tastiera ha avuto un’enorme influenza sul modo in cui mi sono avvicinato allo strumento. E penso che molta della forza degli a-ha deriva dall’aver assorbito cose del genere, aggiungendo il nostro sapore scandinavo. L’altro ingrediente principale è la incredibile voce di Morten (Harket, ndr) che ha avuto una grossa influenza sulla melodia rendendola molto più interessante.

Il singolo uscì solo in Europa, ma in Inghilterra arrivò alla posizione 137 della classifica. In Norvegia riuscì ad arrivare però al 3° posto, nonostante nel resto del continente fosse passato del tutto inosservato. La band non si fece prendere dallo sconforto e decise di ri-registrare la canzone, stavolta col produttore Alan Tarney. Il brano venne rivisitato, ma ancora una volta si rivelò un sonoro flop commerciale.

Fu Jeff Ayeroff, noto manager discografico statunitense che si era trasferito alla Warner dalla A & M, a risollevare le sorti degli a-ha:

  • Mi sono innamorato della canzone, poi ho visto una foto della band, e ho pensato che Morten Harket fosse uno dei più begli uomini nel mondo.

Ayerof decise così di realizzare un nuovo videoclip per la canzone e scelse come regista Steve Barron.

Nello storyboard, una ragazza bionda interpretata dall’attrice Bunty Bailey sta leggendo un fumetto, seduta in un caffè. Nel fumetto bianco e nero Morten Harket vince una gara motoclistica e tende la mano verso la ragazza: a quel punto riesce a uscire dalle pagine del libro per invitare e trascinare dentro il mondo animato la ragazza. Tra disavventure che li portano ad alternare realtà e animazione, i due alla fine rimarranno insieme.

Agli MTV Video Music Awards del 1986, il video vinse ben sei premi: Miglior nuovo artista in un video, Miglior video di concetto, Video più sperimentale, Miglior regia, Migliori effetti speciali e Scelta degli spettatori, e venne nominato per altri due, Miglior video di gruppo e Video dell’anno.

Di seguito, il clip di Take on me, collocato al terzo posto della classifica dei video più importanti della storia dopo Thriller di Michael Jackson e Sledgehammer di Peter Gabriel:

Per esso è stata utilizzata una particolare tecnica, una combinazione di animazione a matita / live-action chiamata rotoscoping, in cui il filmato viene tracciato fotogramma per fotogramma per dare ai personaggi movimenti realistici.

Il video, trasmesso inizialmente da un’emittente locale di Boston e successivamente da MTV, è stato anche parodiato nell’episodio Evadere sembra facile ma… della serie televisiva I Griffin:

 

Taggato in