Breve storia della musica ska: dalle origini giamaicane alla c.d. “U.S. Third Wave”.

La musica ska, nata negli anni ’50, e’ originaria della Giamaica e raggiunse il massimo della popolarita’ agli inizi degli anni ’60 non solo in Giamaica, ma anche nel Regno Unito. Suoi sottogeneri sono il bluebeat, il 2 tone ska, il third wave ska e lo ska punk. Da essa derivano anche altri generi, tra cui il rocksteady, il reggae e il dub. Chiare sono le influenze di rhythm and blues, blues, soul, jazz e calypso.

Il termine “ska”, nello slang jamaicano degli anni ’50, significava “bello”, “figo”, ed e’ un po’ l’equivalente del termine “cool” tanto in voga di questi tempi.

Ma per capire appieno le origini di questo genere musicale, è necessario fare un salto indietro nel tempo per conoscere la storia giamaicana, e siccome lo spazio qui concessomi non e’ illimitato, cerchero’ di illustrarvela a grandi linee e solo per i fini che qui ci interessano.

La Giamaica è un’isola delle Grandi Antille situata nel mar dei Caraibi.

Gli indigeni Arawak o Taino, originari del Sud America, vi si stabilirono per la prima volta tra il 1000 e il 1400 a.C. e la chiamarono Xaymaca, che vuol dire terra delle sorgenti o anche terra del legno e dell’acqua.

Cristoforo Colombo sbarcò in Giamaica nel 1494, approdando a Discovery Bay, fra Ocho Rios e Montego Bay, e la battezzò Santiago. Successivamente, la Giamaica fu rivendicata dalla Spagna, che vi istituì una propria colonia: nacque così la Colonia di Santiago.

Nel 1655, tuttavia, l’ammiraglio britannico William Penn e il generale Venables si impadronirono dell’isola. La Spagna riconobbe ufficialmente la sovranità britannica sulla Giamaica con il Trattato di Madrid del 1670: l’isola divenne quindi una colonia della corona britannica, la Colonia della Giamaica. Durante i due secoli di dominio britannico, la Giamaica divenne la prima nazione al mondo per le esportazioni di zucchero grazie all’uso massiccio del lavoro degli schiavi importati dall’Africa.

All’inizio del XIX secolo la consistente importazione di schiavi da parte del Regno Unito ebbe l’effetto di aumentare notevolmente la popolazione dei neri. In seguito a una serie di ribellioni (come l’insurrezione del 1830) la schiavitù fu formalmente abolita nel 1834, con la completa emancipazione dalla schiavitù dei beni mobili che fu dichiarata nel 1838. La Giamaica divenne in seguito indipendente dal Regno Unito, precisamente il 6 agosto 1962.

Durante il periodo della schiavitu’, i neri africani provarono a mantener viva la propria cultura, le proprie usanze ed i propri valori nelle loro comunità. Il Burru, come altre forme di musica africana, vennero tollerate dai padroni bianchi, che speravano in tal modo che gli schiavi fossero incentivati a lavorare meglio e  più velocemente. I “musicians slave”, inoltre, erano spesso invitati alle feste dei bianchi per intrattenere i padroni. Si trattava di feste in stile carnevalesco e in maschera, durante le quali i musicisti schiavi potevano travestirsi e comportarsi come principi, re e vari nobili. Negli anni ’60 questa tradizione è stata in un certo senso continuata dai pionieri dello ska che, infatti, hanno adottato i titoli reali per i loro nomi d’arte, come “il principe”,  “il signore”: basti pensare, per esempio, a “Duke” Reid e a“Prince” Buster.

Durante queste feste in maschera, spesso si ballava la Quadrille, un ballo molto in voga in Europa verso la fine del diciottesimo secolo, diffuso nelle colonie nere dai proprietari delle piantagioni, che chiaramente è stata poi trasformata dai neri, divenendo una danza più movimentata con l’aggiunta di salti e balzi.

 

Quanto alle tematiche affrontate nelle canzoni ska, esse sono prevalentemente di carattere sociale. Con l’abolizione della schiavitu’, avvenuta nel 1834, due sette religiose ebbero grande influenza nella nascita dello ska. La prima setta, la c.d. Pukkumina, mantenne gli elementi rituali africani ed usava i suoni del corpo (come l’applauso) per il supporto ritmico. Anche la respirazione è stata usata come ritmo vocale a mò di percussioni: basti pensare al caratteristico “hup, hup, hup…” ed al classico “Ch-Ka-Ch-Ch-Ka-Ch-Ch”, ancora usati nella musica ska, come per esempio in “One Step Beyond” dei Madness e in “Guns Of Navarone” degli Skatalites.

L’altra setta religiosa che ebbe influenza sullo ska fu lo Zion Revival, prevalentemente diffusa nelle regioni della Giamaica con più alta concentrazione di Europei. La musica di quel periodo è caratterizzata dalle armonie vocali improvvisate e dalle caratteristiche mutazioni del ritmo, nell’applauso e nel rullo del tamburo. Gli elementi europei, come le sezioni fiati (brass), vennero ripresi dalle bande militari della Marina inglese.

La musica acustica detta Mento, nata dalla fusione tra il ritmo delle canzoni africane ed europee, andava molto tra gli anni ’40 e ’50 e veniva solitamente suonata nelle strade, con strumenti facilmente trasportabili, quali la chitarra, il banjo, il piano africano (kalimba) ed i bongos, ed è simile allo stile caraibico della Rumba. ‘Dis Long Time Gal’, ‘Water Come a Me Eye’ e ‘Banyan Tree’ sono un esempio delle canzoni tradizionali Mento.

Il jazz gioco’ un ruolo molto importante per lo sviluppo dello ska. L’Alpha Boys Catholic School, scuola cattolica  riformista di South Camp Road a Kingston, divenne famosa sia per la disciplina che instillava nei suoi allievi,  sia per le eccezionali lezioni musicali che essi hanno ricevuto. Tale scuola ebbe grande influenza sugli sviluppi futuri e dello ska e del reggae.

Se il mento era popolare fra i ceti sociali più bassi, la popolazione del ceto medio  di Kingston era piu’ avvezzo al jazz americano ed inglese sin dal  1930. Gli insegnanti dell’ABCS inclusero il jazz nei loro programmi didattici. Molti noti musicisti giamaicani, si sono formati proprio alla ABCS, tra questi Tommy McCook, Don Drummond e Rico Rodriguez. Al termine degli studi, molti ex studenti della ABCS cominciarono a suonare nelle grandi orchestre jazz, sotto l’influenza delle stars americane del calibro di Duke Ellington e Count Basie.

Mento e jazz si fusero e dettero vita ad un nuovo stile, lo ‘Shuffle’. Le prime hits di questo nuovo stile furono di Neville Esson, Owen Grey e degli Overtakers.

In questo clima di fermento musicale, nacquero numerosissimi studi di registrazione. Grazie alla popolarità degli artisti americani R&B come Fats Domino e Louis Jordan, molti musicisti giamaicani cominciarono ad usare le progressioni di accordi blues e le linee di basso del boogie con i ritmi della chitarra mento: ecco come nacque la musica ska, l’intervallo delle battute divenne più corto e più staccato, queste linee ritmiche sincopate vennero suonate da chitarra e piano.

Primo tra tutti a creare il ritmo ‘ska’ fu Ernest Ranglin, che all’epoca suonava con Cluet Johnson (Clue J.) ed i Blues Busters. La leggenda racconta che, provando con le chitarre,  Ernest disse “fai un ritmo diverso, fai suonare la chitarra così: Ska!, Ska!, Ska!”.

https://www.youtube.com/watch?v=AAQhV_BDyYk

Quindi lo ska non e’ altro che il risultato di un miscuglio di generi e stili, derivando il suo ritmo dai beats del boogie e dello shuffle, uniti con gli stili locali come il mento e il burron. In breve tempo, lo ska divenne la prima musica popolare della Giamaica, anzi, divenne musica nazionale, il cui successo coincise con l’indipendenza della Giamaica del 1962.

Dopo l’invito al World Fair di New York del 1964, tutti conobbero Byron Lee & The Dragonaires, Jimmy Cliff, Prince Buster.

La delegazione giamaicana nel 1964 al World’s Fair di New York City. Da sinistra a destra di fronte abbiamo Jimmy Cliff, Eric “Monty” Morris, e Alphonso Castro. In piedi da sinistra a destra Prince Buster, Linda Jack, Roy Willis, Sonia Blake, Byron Lee, Janet Phillips, Carol Crawford, Ronnie Nasrala, Beverley Neath, e Ken Khouri.

https://www.youtube.com/watch?v=8cLClBsHzoo

E fu sempre al World’s Fair di New York nel 1964 che i ballerini Ronnie Nasralla e Jannette Phillips presentarono al mondo la danza dello “ska”.

I testi socialmente e politicamente impegnati delle canzoni ska riflettevano le preoccupazioni dei giovani ribelli giamaicani, i rude boys, che emulavano i gangsters di Hollywood portando vestiti neri e cappelli pork-pie.

I rude boys, detti anche  scofflaws (fuorilegge) ascoltavano e ballavano la musica ska.

Negli anni ’60 in Giamaica i rude boys facevano da servizio di sicurezza a vari sound systems, che erano delle vere e proprie discoteche itineranti: si vennero a creare dei gruppi di tifoseria (Jamaican Hooligans), tra i quali spesso scattavano risse. A volte i rude boys manomettevano l’attrezzatura dei djs rivali in modo da avere più affluenza nella propria dance hall.

Tra i proprietari di sound systems più famosi vi erano Duke Reid, Coxsone Dodd e Prince Busters.
Duke Reid, ex poliziotto che gestiva un negozio di liquori e si dedicava a tempo pieno alla musica con il suo sound system “Duke Reid’s The Trojan”già dalla fine degli anni ’50; si presentava molto spesso con pistola alla mano nelle dance hall avversarie per seminare il panico.

Il sound system di Coxsone Doddi si chiamava “Down Beat”. Egli aveva spirito imprenditoriale ed arrivo’ a gestire ben cinque sound systems con l’aiuto anche dei giovanissimi Lee Perry e Bob Marley.

Anche Prince Buster fece parte della cerchia di Coxsone e presto si fece spazio fra i 2 sound man precedenti con il suo impianto chiamato “Voice of the People”.

Verso il 1962, in concomitanza con l’indipendenza della Giamaica, lo ska (inizialmente conosciuto come bluebeat) e il rocksteady, assieme alla cultura dei rude boys, sbarcarono in Inghilterra nei quartieri operai e nelle periferie, incontrando la sottocultura dei mods.

On the steps of Eros, Piccadilly Circus, 1969. Un segno dei tempi, questa foto mostra un gruppo di skinhead si pavoneggia davanti a un gruppo di hippies. Il fotografo, Terry Spencer (1918-2009) è stato un pilota durante la seconda guerra mondiale e poi ha intrapreso la carriera di fotografo di guerra.

Le due sottoculture dei rude boys e dei mods, dunque, cominciarono a mescolarsi, dando origine all’hard mod. Questo nuovo modello giovanile verrà poi riconosciuto successivamente come skinhead, ma questa è un’altra storia…

La prima hit internazionale ska fu “My Boy Lollipop”  di Millie Small, registrata in Inghilterra nel 1964 per la Island Records, e vedeva all’armonica un giovane mod: Rod Stewart.

Verso la fine degli anni ’60 lo ska guadagno’ popolarità all’interno della scena mod: nel 1969 “The Israelites” di Desmond Dekker divenne il primo disco di produzione giamaicana a trasformarsi in numero uno della hit parade inglese.

Altro successo  ska fu “Monkey Man“, inciso nel 1969 da Toots & The Maytals.

Nel 1979, lo ska  ha goduto di  una nuova ondata di popolarità: il c.d. “2th wave” ska fu un fenomeno non solo inglese, interessando il resto del mondo. Tra le bands più importanti di questa seconda ondata vi sono gli Specials, i Madness e i Selecter.

Tutte queste bands hanno registrato i loro primi album per la Two Tone Records, label fondata da Jerry Dammers, tastierista degli Specials.

La label si chiamava così per via dei colori bianco e nero dei vestiti portati dalle prime stelle ska del 1960, ed inoltre rifletteva l’insieme multi razziale dei membri  delle bands associate all’etichetta. Il logo della Two Tone, rappresentante un rude boy, era basato sul “negativo” di una vecchia foto di Peter Tosh comparsa su uno dei primi album dei Wailers. Questo rude boy è affettuosamente conosciuto come Walt Jabsco.

La Two Tone ha colto appieno le attitudini e la filosofia del primo ska, lo ha interpretato e suonato così bene che alcune famose canzoni interpretate dalle bands Two Tone, si crede siano originali, quando invece sono covers (A Message To You Rudi, One Step Beyond, Monkey Man). Si dice che Prince Buster, autore di One Step Beyond, abbia incassato più denaro con le royalties derivate dalle vendite dei Madness, che col suo lavoro originale.

Nonostante le molte covers, il suono dell’era Two Tone era fresco e nuovo, nonche’ influenzato dall’energia del punk. Le registrazioni Two Tone sono caratterizzate, infatti, da tempi più veloci e da un impatto più duro rispetto allo ska delle origini.

Altra ska-band inglese dell’epoca che ebbe successo, seppure non associata alla Two Tone, furono i Bad Manners.

Recentemente lo ska ha goduto un’altra ondata di popolarità, ma questa volta negli USA. La third wave of ska è sorta alla fine degli anni ’80 dalla fusione del 2 tone ska con diversi stili di rock, come punk rock, hardcore punk e heavy metal.

Esponenti sono gli Operation Ivy, i Rancid, i Voodoo Glow Skulls e i Reel Big Fish, tutti tendono ad uno ska più duro: lo ska-core, che è molto influenzato  dal punk.

Grazie a questa terza ondata, si e’ assistito ad una sorta di rinascita dello ska in generale. Molti gruppi, infatti, stanno ristampando i vecchi album originali in vinile su CD, e stanno riproponendo spettacoli live. Nel 1995, i membri degli Specials hanno registrato un album di vecchie covers ska con Desmond Dekker e, negli anni a seguire, hanno inciso ‘Todays Specials’ (1996) e ‘Guilty ‘til Proved Innocent’  (1998). Tuttora Skatalites, Toots & The Maytals, Rico Rodriguez, Bad Manners e molti altri, girano e fanno concerti “sold out” in tutto il mondo.

(Karol aka Skatena)