“Black Hole Sun” compie 25 anni

Black hole sun

Won’t you come

And wash away the rain

Il 13 maggio 1994 usciva Black Hole Sun dei Soundgarden, uno dei principali gruppi musicali della scena grunge di Seattle di fine anni ’80 / inizi’ 90.

Testo di Black Hole Sun

In my eyes, indisposed
In disguises no one knows
Hides the face, lies the snake
The sun in my disgrace
Boiling heat, summer stench
‘Neath the black the sky looks dead
Call my name through the cream
And I’ll hear you scream again

Black hole sun
Won’t you come
And wash away the rain
Black hole sun
Won’t you come
Won’t you come (won’t you come)

Stuttering, cold and damp
Steal the warm wind tired friend
Times are gone for honest men
And sometimes far too long for snakes
In my shoes, a walking sleep
And my youth I pray to keep
Heaven sent hell away
No one sings like you anymore

Black hole sun
Won’t you come
And wash away the rain
Black hole sun
Won’t you come
Won’t you come

Won’t you come (black hole sun, black hole sun)
Won’t you come (black hole sun, black hole sun)
Won’t you come (black hole sun, black hole sun)

Hang my head, drown my fear
Till you all just disappear

Black hole sun
Won’t you come
And wash away the rain
Black hole sun
Won’t you come
Won’t you come

Scritta da Chris Cornell e registrata durante l’estate del 1993, Black Hole Sun fu il terzo singolo estratto da Superunknown, il quarto album dei Soundgarden uscito il 4 maggio 1994 per la label A&M. Nel comporla, Cornell si servì di un Leslie Speaker, un amplificatore con un sistema di altoparlanti rotanti, che dà luogo a una sorta di effetto doppler.

E’ inutile, ma ogni volta che ascolto questo pezzo, vengo irrimediabilmente catapultata indietro nel tempo, all’epoca d’oro degli anni ’90, quando mi capitava di passare pomeriggi interi a registrare e a vedere  su VHS i videoclip musicali in heavy rotation su MTV, tra i quali proprio Black Hole Sun (stesso identico effetto mi fa Drinkin in L.A. dei Bran Van 3000).

Il video, girato da Howard Greenhalgh, è lisergico sia per i colori  psichedelici utilizzati che per le immagini deformate con la tecnica del morphing, che permette di trattarle con un elaboratore, mutandole gradualmente da una forma iniziale ad una di arrivo. Risultato: una trasformazione del tutto credibile e naturale.

Quando fu girato il videoclip, i Soundgarden pretesero di suonare veramente mentre venivano filmati anziché con il classico metodo del playback.

 

In Black Hole Sun l’effetto speciale del morphing é stato usato al servizio della musica. I dettagli anatomici dei protagonisti sono stati sfigurati in corrispondenza dei suoni prolungati, regolari e ricchi di frequenze acute, e ciò ha contribuito a drammatizzare fortemente l’ascolto e la visione di un video che ha come tema centrale l’incombente disastro che sta per abbattersi su una cittadina americana.

L’intento era di colpire la società borghese statunitense: i protagonisti sembrano trascorrere allegramente la loro giornata (un uomo falcia l’erba del proprio prato, una ragazza gioca saltando la corda, una donna si mette il rossetto), ignorando l’imminente apocalisse preannunciata da una nuvola di locuste che si avvicina e dalla Barbie che viene messa ad arrostire allo spiedo su un barbecue.
Alcuni si affidano alla fede e a pseudo-religioni per cercare la redenzione mentre altri assumono atteggiamenti da perfetti ebeti con sorrisi enormi, falsi e plastificati, resi ancora più inquietanti dagli effetti speciali.
Fino a che appare il BLACK HOLE SUN che risucchia tutti senza distinzione.

The instant-classic video (si legge in un articolo tratto dal sito del Washington Postwas almost inescapable, not just because it was in heavy rotation on MTV but because it was also nearly impossible to look away from. The surreal visuals were so bizarre and hypnotic that changing the channel was unthinkable”.