44 anni per “Horses”, il primo album di Patti Smith

Jesus died for somebody’s sins but not mine

di Skatèna

Il 13 dicembre 1975 Patti Smith, la sacerdotessa del rock di Chicago, una delle donne più carismatiche e dirompenti della storia della musica, rilasciava per la Arista Records il suo debut album/pietra miliare Horses. “il meno elettrico dei suoi dischi degli anni ’70, convulso, originale, punk, un disco unico che […] traghetta, dal passato al futuro, nuove sonorità ed emozioni indelebili“. (Fonte: fotografie rock)

La copertina di Horses, con Patti Smith vestita da maschio, è una citazione di una foto in posa di Frida Kahlo, scattata da Robert Mapplethorpe.

Prodotto da John Cale, e registrato e mixato all’Electric Lady Studio di New York, Horses si classificò al 47° posto (il 7 febbraio 1976) della classifica statunitense Billboard 200.

  • La madrina del punk segue, qui più che nei suoi lavori successivi, un modulo espressivo ricamato sulla ritmicità dei suoi versi e sulle impunture drammatiche del recitativo all’interno di un rock fluido e teatrale, anche se mai sopra le righe o pomposamente progressivo. Non una grande cantante ma una performer eccezionale per com’è in grado di modulare la voce, Patti si presenta con una band che la sa assecondare sulla via del free form, e nel contempo rendere di nuovo incendiari i classici (Gloria dei Them e Land of Thousand Dances), oltre che interpolarli alla musica originale con una finezza notevole. (sentireascoltare)

Ad accompagnarla alla chitarra c’è sempre lui, il compagno Lenny Kaye, che fu produttore della mitica compilation di pezzi psycho garage proto punk dei middle sixties Nuggets.

Eccola la mia preferita di tutto l’album, la cover di Gloria di Van Morrison.

Formazione

  • Patti Smith – voce
  • Lenny Kaye – chitarra solista
  • Ivan Kral – chitarra, basso elettrico
  • Richard Sohl – pianoforte
  • Jay Dee Daugherty – batteria

Ospiti

  • Tom Verlaine – chitarra (brano: Break It Up)
  • Allen Lanier – chitarra (brano: Elegie)
  • John Cale – basso (brano: My Generation)
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