30 anni per “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu”

Lui: Tu mi appartienti.
Lei: L’ utero è mio!
Lui: Eccoti i soldi per la pelliccia.
Lei: Eccoti l’utero!

di Skatèna

6 dicembre 1989 – Gli Elio e le storie tese pubblicano il loro primo album “Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu”, il cui titolo, in lingua singalese, vuol dire Fotti con Elio fino a sborrare.

 

Di seguito, gli EELST eseguono in ottimo playback John Holmes (una vita per il cinema), dedicata all’omonimo attore pornografico, durante la trasmissione televisiva L’araba Fenice:

In Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario), traccia in cui vi è una citazione della sciarada de La Settimana Enigmistica, si parla delle abitudini quotidiane inconfessabili in quanto considerate “di cattivo gusto” che molte persone hanno ma non ammettono di avere, come ad esempio quella di nascondere caccole di muco sotto i banchi.

Nel video che segue, gli EELST eseguono Carro live al Rock in Roma il 21 Luglio 2011: la canzone è introdotta da un campionamento di Back in the U.S.S.R. dei Beatles ed ha al suo interno citazioni dal musical Caino e Abele di Tony Cucchiara e dall’inno nazionale tedesco. 

Ed eccola la mia preferita di tutto il disco, Cara ti amo (risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne), qui sotto cantata dagli Elii all’MTV Day del 2003:

In Cateto si parla di un uomo che vive a Chicago, di nome Jonathan Grass, e di una donna che, invece, vive ad Erba. I due hanno in comune la discriminazione che subiscono nelle loro rispettive città: l’uomo ha delle piante sulla testa e l’erba gli cresce folta sul viso (il che rispecchia il suo cognome) e la donna secerne escrementi dai pori. I due decidono di emigrare, ognuno nella città dell’altro; gli aerei su cui volano si schiantano e mentre cadono nel vuoto i due si incontrano e si innamorano. Tuttavia la storia ha un lieto fine: infatti la donna, cadendo sul corpo dell’uomo, continua ad espellere feci, che concimano la terra e la fanno crescere all’istante, e da quel giorno gli uomini festeggiano l’invenzione del concime.