Lo zucchero è la nuova cocaina?

E’ buono. Ma subdolo.
Secondo una recente ricerca del British Journal of Sports Medicine, lo zucchero ha sugli animali (e anche su di noi) degli effetti simili a quelli dati dagli stupefacentiacquisizione sfrenata, desideri incontrollabili, tolleranza, astinenza.

Il problema nasce quando, oltre a quello che troviamo in natura, ad esempio nella frutta, ne assumiamo spesso molto più del dovuto sia sotto forma di zucchero raffinato che camuffato nei cibi, spesso anche quelli dietetici e “sugar free“, che sono sì senza zucchero, ma  nel cervello fanno nascere un meccanismo di compensazione per cui avremo ancor più voglia della sostanza che ci siamo appena negati.

Dal classico dolcetto al prodotto da forno lavorato con farine bianche industriali, la nostra “dieta” (dal latino dies, ovvero ciò che introduciamo nel corpo giorno per giorno) è costellata da incontri ad intervalli regolari con lo zucchero ed ormai nel mondo industrializzato si parla senza mezzi termini di “epidemia di diabete“, soprattutto per coloro che conducono una vita sedentaria nello stressante ambiente urbano.

Essendo un tema molto delicato e avendo anche autorevoli detrattori circa questo presunto consumo smodato che noi facciamo dello zucchero, ho ritenuto opportuno invitare ai nostri microfoni il Prof. Giorgio Calabrese, Presidente della sezione “sicurezza alimentare” del Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare (CNSA) del Ministero della Salute.