Intervista – “Villetta con ospiti” di Ivano De Matteo: un noir che obbliga a specchiarci

di Valentino De Luca

E’ stata una lunga chiacchierata quella con Ivano De Matteo.
E’ un regista che seguo da anni, sin dai tempi di Ultimo Stadio (2002) e di volta in volta mi ha sempre sorpreso la sua capacità di raccontare questo Paese attraverso lo stesso espediente: mettere i protagonisti, i singoli, le famiglie, intere classi sociali davanti ad uno specchio (la lente della sua camera) e lasciare che a poco a poco si liberino di ogni maschera per apparire nudi, puri nella semplicità delle proprie miserie.

Nei film di De Matteo infatti spesso la borghesia italiana entra in contatto, tramite un evento scatenante che diventa il motore della storia, con una parte della società che vorrebbe tenere lontano dalle proprie vite: immigrati, ladri (o presunti tali), senza fissa dimora, indigenti…insomma tutte quelle marginalità che nelle nostre città vanno ad allargare la cintura di “invisibili” che fino a quel momento i protagonisti avevano solo sfiorato, senza mai metterli realmente a fuoco.

In questo “Villetta con ospiti” vi è il tema della legittima difesa (il film prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto alle porte di Roma) eppure non è quello, o meglio non solo, il punto focale della vicenda.
Ognuno ha i suoi segreti, la sua parte nascosta, il suo lato nero più o meno manifesto , ma non rinuncia a vestire la maschera di un’apparente rispettabilità , sua vera fatica quotidiana.

Di seguito il podcast di una bella intervista fatta di recente con il regista De Matteo durante la trasmissione L’OTTAVO GIORNO.

 

 

 


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