Verso i 40 anni di “A Forest” dei Cure

I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark

di Skaténa

A Forest, il meraviglioso brano dai toni oscuri e in perfetto stile dark dei Cure, l’unico estratto dall’album coprodotto da Mike Hedges e Robert Smith Seventeen Seconds, “un monolite di colore grigio scuro dall’inizio alla fine” come è stato definito da Paolo Pontini (storiadellamusica.it), compirà 40 anni ad aprile (fu pubblicato su singolo il 5 aprile 1980; la B-side, Another Journey by Train, è un brano strumentale che è il rifacimento di Jumping Someone Else’s Train).

Registrata e mixata in soli 7 giorni, insieme al resto delle canzoni dell’album, A Forest parla di un uomo che cerca una ragazza in una foresta, ma non riesce a trovarla.
  • A Forest è il pezzo d’atmosfera definitivo dei primi Cure… l’archetipo del loro sound. (Jeff Apter)
  • Il brano più iconico dei Cure inizia con un soffuso e semplicissimo intro di tastiere – quattro note suonate una dopo l’altra – ed evolve in un vertiginoso saliscendi di momenti rarefatti e intensi, candidi e cupi, tanto che se ha proprio la sensazione di girovagare in una foresta sconosciuta. (metallized)
La versione pubblicata su singolo sfuma dopo circa 4 minuti, mentre sull’album gli strumenti escono uno ad uno, concludendo con il suono del basso al minuto 4:46.
  • Forte di un testo sinistro (Come closer and see/ See into the trees/ Find the girl/ If you can”), “A Forest” è un irresistibile saliscendi di basso e chitarra che si perdono, dopo circa sei minuti di trip, nell’intrico di un assolo che si attorciglia su se stesso fino a spegnersi sulle note cadenzate di un basso simile al battito di un cuore pulsante. Il cambiamento è frutto dell’ingresso di Simon Gallup (da allora in poi una colonna portante della band e un vero e proprio alter ego di Smith) alle quattro corde ma anche dell’incontro con le atmosfere glaciali di dischi come “Unknown Pleasures” dei Joy Division e “The Scream” di Siouxsie and the Banshees, oltre che dell’effetto devastante provocato da una serata di spalla ai Wire, al termine della quale Smith, scioccato dal confronto improbo, ha deciso di irrobustire il suono dei Cure. (onda rock)
Per il brano fu anche diretto il primo videoclip ufficiale dei Cure, in cui si vedono i membri della band suonare in una stanza scura, con dei primi piani sui loro volti, in particolare su quello di Smith, che ancora non sfoggiava il suo tipico look che lo contraddistinguerà in futuro. 

Nel video che segue, in cui i Cure eseguono dal vivo in un concerto del 1992 A Forest, al minuto 11.14 Smith suona un il riff di She’s Lost Control dei Joy Division:

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