“Too Fast for Love”, il primo album dei Mötley Crüe

‘Cause I’m hot young running free
A little bit better than I use to be

di Skatèna 

Il 10 novembre 1981 veniva rilasciato per la Leathür Records, ed in tiratura limitata di 900 copie, Too Fast for Love, il primo album dei losangelini Mötley Crüe, da molti considerato il loro capolavoro dallo spirito grezzo e ribelle, che amalgama sonorità tra il glam, il punk rock, il blues e l’heavy metal. 

La copertina prende spunto dall’album dei Rolling Stones Sticky Fingers (1971).

Il disco venne remixato l’anno seguente e con una tracklist diversa (con un paio di brani in meno) sotto la supervisione di Roy Thomas Baker, quando la band firmò per la Elektra Records.

  • Sicuramente più crudo, basico ed immaturo di Shout At The Devil, il primo album dei Motley Crue risulta comunque un prodotto che anche a distanza di anni, mantiene una forza, una stradaiola irriverenza ed una carica in un certo qual modo sessuale, che poche opere prime possono offrire nel tempo. Il tutto grazie alla commistione di hm, blues, rock e glam che solo in seguito avrebbe trovato il giusto equilibrio esperssivo, ma che qui proprio grazie alla sua prorompente immaturità, riesce a comunicare im modo diretto ed irresistibile l’enorme carica sovversiva della band. (metallized)

Nel giugno del 2017 la rivista Rolling Stone ha collocato l’album alla ventiduesima posizione dei 100 migliori album metal di tutti i tempi. 

  • … tra i solchi di questa opera prima si poteva già intravedere la forza devastante ed autodistruttiva di una band che riscrisse la storia dell’hard rock, indossò e dismise per prima gli stretti panni glam, inventò lo street metal e diede una reale idea di cosa fosse la trasgressione. Non molto lontani da quello che sarà il loro indiscusso capolavoro “Shout at the devil”, Vince, Nikki, Tommy e Mick abbattono le (appena nascenti) barriere tra generi estremi e fondono la pesantezza del metal, certa rabbia punk e reminiscenze hard rock per creare un sound ruvido ed ostico, condito da testi politicamente scorrettissimi (furono tra i primi grandi nemici dell’inesorabile macchina di censura americana) ed oltraggiosi. (truemetal) 

Di seguito, il clip ufficiale di Live Wire, l’opener dal riff memorabile di Too Fast for Love e che fu anche singolo di debutto dei Mötley Crüe, pubblicato il 16 agosto 1982: vero e proprio cavallo di battaglia, una killer song consistente in una oltraggiosa dichiarazione programmatica di intenti su musiche trascinanti che sanno di boulevards, locali di dubbia fama e battone da cento dollari a botta (metallized):

Il video è stato diretto dagli stessi membri della band, e si narra che durante le riprese la gamba di Nikki Sixx prese fuoco. 

 

 

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