“Rage Against The Machine”, capolavoro del rap metal anni ’90

Some of those that work forces, are the same that burn crosses

(Fuck you, I won’t do what you tell me)

di Skatena

Rage Against The Machine hanno annunciato ufficialmente la loro reunion e 5 date live (tutte negli USA per il momento). È dal 30 luglio 2011, quando si esibirono al Los Angeles Memorial Coliseum, che i 4 membri della band non suonano insieme nella loto formazione originale: Tom Morello, Tim Commerford, Brad Wilk e Zack De La Rocha.  

Morello, Commerford e Wilk a partire dal 2016 hanno continuato con i Prophets Of Rage insieme a Chuck D dei Public Enemy e B-Real dei Cypress Hill. Ma finalmente è arrivato il tanto atteso annuncio con il ritorno nel gruppo di Zack De la Rocha. L’ultimo lavoro dei RATM al completo risale al 2000 con l’album di cover Renegades.

LE DATE DEL TOUR
26 marzo: El Paso,
28 marzo: Las Cruces
30 marzo Phoenix
10 aprile Indio (Coachella Festival)
17 aprile Indio (Coachella Festival)

In data odierna ricorre comunque un anniversario musicale importante per i RATM che non possiamo non ricordare: il 3 novembre 1992, infatti, per la Epic records uscì Rage Against the Machine, il loro primo album in studio omonimo.

Il disco, capolavoro apripista dei generi rap metal e rap core, poi portato a maggior visibilità verso la fine dei ninenties da bands come Limp Bizkit, Linkin Park e Crazy Town, è considerato una vera e propria pietra miliare che è andata ad influenzare, a sua volta, un altro genere: il nu metal di gruppi quali Korn e Incubus

La copertina dell’album rappresenta l’immolazione del monaco buddista Thích Quảng Đức, che si diede fuoco per protesta contro il trattamento riservato agli osservanti la religione buddista, sotto il governo del Vietnam del Sud (filoamericano).

Rage Against The Machine esprime con potenza ed energia la rabbia dei Rage, ed è un album dai contenuti fortemente politici: per esempio, Freedom è stata scritta per protestare contro l’incarcerazione dell’attivista politico Leonard Peltier, mentre Know Your Enemy ha un significato antimilitarista e di denuncia nei confronti dell’autoritarismo del governo statunitense.

  • una vera e propria registrazione di attitudine e di energia. (Q)
  • un debutto potente e politicamente consapevole (Robert Hilburn di Los Angeles Times)

D’altronde, i Rage si sono sempre dichiarati apertamente di estrema sinistra, criticando le strategie economiche e diplomatiche degli USA, prendendo parte attiva a proteste e manifestazioni e facendo sì che la propria musica fosse un mezzo di impegno sociopolitico. 

L’America si definisce la patria della libertà, ma la libertà principale che abbiamo è quella di entrare in un ruolo di subordinazione nel lavoro. Quando si esercita una libertà del genere è perso ogni controllo su ciò che si fa, che si produce, e su come è prodotto. Alla fine il prodotto non ti appartiene. L’unica possibilità di evitare sfruttamento e prepotenze è la rinuncia ad una vita normale. Tutto questo conduce alla nostra seconda libertà: quella di morire di fame. (Tom Morello) 

Sebbene per questo disco sembri che per le musiche si sia ricorsi a dei synth, in realtà così non è, poiché Tom Morello, in fase di registrazione, ha semplicemente utilizzato delle tecniche particolari per cambiare radicalmente il suono emesso dalla sua chitarra. Basti pensare al brano Know Your Enemy, che si apre con un’introduzione dove il chitarrista dei Rage grazie ad un interruttore passa da un pick-up acceso a uno spento, creando un effetto simile a quello del tremolo, e imitando, dunque, le sonorità dei sintetizzatori tipici del rock classico degli anni ’70. D’altronde, nelle note di copertina dell’album vi è scritto: “no samples, keyboards or synthesizers used in the making of this record“.

Di seguito, il clip ufficiale di Killing in the Name, il primo singolo estratto dall’album, il cui testo dice che alcuni membri delle forze dell’ordine degli USA farebbero parte del Ku Klux Klan, il cui simbolo è appunto la croce che brucia: